TRE TRA LE TANTE EVIDENZE INSUPERABILI. à la guerre comme à la guerre: “MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO nè CORRUTTOPOLI: apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre ben oltre il mondo di mezzo ed il mondo di sopra visibile .

IL VELO SI SQUARCIA INESORABILMENTE. 

TRE, TRA LE TANTE, NUOVE EVIDENZE INSUPERABILI CHE EMERGONO DAL NOSTRO ARTICOLO SUL MONDO DI SOPRA “COPERTO”: 

(1) Ciò che disse Pietro Saviotti al CSM il 31 maggio 2011 su “parte” di ciò che gli aveva detto Paolo Ferraro tra il febbraio e il marzo 2011  (!),  e quali fossero le “intuizioni” dell’Aggiunto di Roma esperto di reati contro la personalità dello Stato ( e non di corruzione mera nella P.A. o di meri traffici e riciclaggio ) e di Paolo Ferraro, magistrato ben noto per le sue qualità personali e molto stimato da Saviotti, anche;  
(2) Il tentativo posto  in essere mediante  Antonio A. , che era stato a lungo ascoltato dalla   Procura di Reggio  Calabria nell’estate 2012 ( !!), già “operante” in Kazakistan (un epicentro internazionale),  e presentatosi come detentore di  una chiave di accesso a piattaforma di finanziamento  internazionale in grado di gestire  grandi flussi monetari a fondo perduto. Non importa se (ipotesi scartabile) millantatore, importa che “si rivolse”  a Paolo Ferraro (?!),  dopo  essere stato Antonio A. a suo tempo  sentito per un giorno intero nell’estate 2012 da ufficiali dei ROS e da sostituto della Procura di Reggio Calabria; ( e il tentativo di  infilare Paolo Ferraro nel giro solo economico finanziario, in quanto portatore di ben altre analisi e prove, rivela che già nella seconda metà del 2012  si sapeva, forse non da parte dell’apparato deviato,  che  sarebbe “uscita” fuori la componente economico finanziaria e criminale corruttiva di quanto ormai ineluttabilmente veniva a galla. Altra è la sorte prevista per  la  componente strategica,   che vede i traffici gestiti o adiuvati “da militari” ( vedi articoli sul TEMPO  sotto citati ed atti delle indagini relative richiamati) e altra era la sorte programmata per   Paolo Ferraro,  che aveva parlato con  Saviotti e ha gestito sino ad oggi, sotto persecuzione e tentativi infiniti di depistaggio annacquamento e distorsione, la grandediscovery. 
forse verso la fine del 2012 occorreva anche essere sicuri che Paolo Ferraro fosse estraneo al contesto, vista anche la “mera” vicinanza di una componente di destra mal digerita e mal compresa nel suo ruolo da terza posizione ; 

[N.B. Il sistema finanziario internazionale al livello di vertice non funziona solo sulla base delle rigide  regole del debito come per gli stati nazionali. E le piattaforme producono ed accreditano secondo obiettivi e finalità internazionali,  al sistema delle attività di riferimento associative   Onlus e carities,  saltando il circuito bancario creditizio tradizionale ed usando solo il circuito elettronico bancario o lavorando con il contante stampato (di solito dollari).Possono fare   ciò perchè essendo al vertice della catena monetaria stampano o producono elettronicamente a costo zero o giù di lì, finanziando operazioni internazionali il cui “rientro” è strategico e su piani  di politica internazionale”]

3.  La clamorosa e marchiana attività falsa e criminale  posta in essere infine con la istanza di  amministrazione  di sostegno a danno di Paolo Ferraro presentata dalla Procura di Roma ed a firma di Giuseppe Pignatone e la prova immediata dei FALSI  utilizzati .. (!!!)  hanno nuova luce: la posta in gioco per la componente deviata era troppo alta,  mentre non  ci si  poteva altresì permettere che uscisse fuori la macchinazione ordita da tempo nei confronti di un magistrato,  e i contenuti e metodi a questa  attività criminale ad essa collegati. 

Le “morti da infarto” di Saviotti e Caperna forse e la sorte iniziale di Paolo Ferraro, questa certa secondo gli altrui intendimenti e oggettiva,  dimostrano che l’apparato deviato tentava di impedire quello che in realtà anche tramite Pignatone è comunque avvenuto. 

E’ stata  fermata per ora   la macchina dei finanziamenti e traffici illeciti ( anche internazionali ?! ) che veicolavano risorse illecite o riciclate verso quello che pubblicamente ancora non si può dire. 

Ora si tratta di vedere se cessata la situazione di emergenza si darà almeno conto della sorte di un magistrato “combattivo” o se si sceglierà la strada dell’oblio che aprirebbe la stura a  vendette criminali a medio termine. Noi andremo avanti, comunque. 


TUTTE LE PROVE DELL’ORDITO   CHE E’ STATO SINO AD OGGI CONSUMATO NEI CONFRONTI DI  UNO DEI MIGLIORI MAGISTRATI  E TUTTO QUELLO CHE SU APPARATO COPERTO, METODOLOGIE, STRUMENTI, ATTIVITA’ EMERGE ATTRAVERSO LA GRANDEDISCOVERY, FANNO  DA NECESSARIA CORNICE.   

IL  FLUSSO DI FINANZIAMENTI E  DEI  PROVENTI DI ATTIVITA’ CRIMINALI E RICICLAGGIO AVEVA UNA FINALIZZAZIONE ULTERIORE  E/O COMUNQUE PREVEDEVA UNA MACCHINA MONTATA SECONDO OBIETTIVI STRATEGICI, INCEPPATASI. 
Il filo tracciato nella grandediscovery scoperchiava già  IL MONDO DI SOPRA COPERTO E LE SUE TRAME, rese intelligibili con prove adeguate, mentre  oggi  attraverso la eliminazione del “MONDO DI  MEZZO” e del “MONDO DI SOPRA” politico visibile, necessaria per i vari motivi illustrati nell’articolo che segue, si tenterebbe di far sparire o mettere in secondo piano il resto ed il di più emersi. 
L’errore di infilare artificialmente Paolo Ferraro in un ambiente centrale per le attività coperte in corso o che poteva far capire altro (Cecchignola-2007), vicenda che ha le sue autonome connotazioni personali di accerchiamento antico dovuto ad un crogiuolo di motivi,   la persecuzione di Paolo Ferraro quando si rese conto di ciò che covava nel calderone, persecuzione fallita negli obiettivi primari, e quindi infine soprattutto la grandediscovery,  sono  a monte anche ciò che ha contribuito a fae decidere per la immediata eliminazione della parte più scoperta delle operazioni in corso. 
Vi sono poi naturalmente  gli eccessi criminali tangentizi ed il tasso di ricatto criminale troppo alto che,  dopo aver piegato la resistenza di snodi importanti dello Stato e in specie della magistratura prima ancora della politica,  si ritorceva in parte contro il medesimo apparato deviato a livelli più alti (magistrati). Di qui anche il   radicale intervento che vorrebbe porre rimedio agli effetti devastanti generati  dalle caratteristiche e non sufficiente governabilità  di una parte della manovalanza “eversiva” utilizzata.
A ciò si aggiunga il clamoroso sequestro di un quantitativo di cocaina tale da lasciar capire cosa dietro si muovesse, e la “vendetta” di chi volle parlare nel 2012 ( vedi articolo citato sotto, pubblicato sul Tempo) . E gli altri traffici gestiti da militari, la cui finalizzazione emerge a tutto tondo in in contesto deviato ed a matrice coperta internazionale, sinanche. E il nostro pensiero corre a Melania Rea , che ha pagato anche tutto ciò. 
Traffici finanziari, riciclaggio, traffici di stupefacenti , il  giro delle tangenti e proventi criminali, servizi deviati e pressione strategica sull’ITALIA : un filo unico che lega tutto e la grandediscovery, nata in quattro colloqui con Pietro Saviotti. 
E in questo contesto che  le morti “da  infarto” di Saviotti e CAperna, aggiunti nel settore dei reati contro la personalità dello Stato e dei reati contro la Pubblica amministrazione nella Procura di Roma, si sono rivelate preziose per l’apparato deviato. 

E la telefonata di  Solange Manfredi con  richiesta a me circa se fossi al corrente di tre “particolari” telefonate di Saviotti nella primavera del 2011, fatto già illustrato in precedente articolo, chiude, semmai ce ne fosse bisogno, il cerchio.  Saviotti aveva approfondito ed approcciato le questioni scottanti che  gli avevo illustrato ( forse o senza forse ?! ) e già nel settembre 2010 era “uno stronzo ” per Stefano Pesci ( episodio analiticamente illustrato più volte tra le altre in http://cdd4.blogspot.it/2014/08/un-bel-guazzabuglio-interamente_13.html  e citato da ultimo in  III. – SOTTRATTISI ED ESTRANEI ALLA PANTOMIMA  in http://cdd4.blogspot.it/2014/11/un-profilo-artificialmente-costruito.htm). 

Per quanto riusciranno a nascondere,  i magistrati criminali che operavano negli anni 2008-2012 ?! 
Ma con la complicità di chi? «Dirigenti dei servizi segreti, dell’esercito…». Si tratta di una conversazione telefonica del 24 luglio 2012 tra due soggetti coinvolti maxi inchiesta, nella quale si fanno espliciti riferimenti agli 007 che lavorano all’estero e che porterebbero in Italia denaro da far cambiare, appunto, alla banda finita in galera e che avrebbe avuto al vertice l’estremista di destra Massimo Carminati. «So tutti soldi puliti, capito,. non è che…poi so…ti ripeto…so tutta gente, dirigenti nostri». R: «Li vuoi fa’ du’ soldi continui ma veloci? Detta così non posso dire di no…». F: «…C’è del contante che deve essere cambiato con del contante…questi sono soldi praticamente governativi, nostri, di gente nostra che sta fuori in missione, gente capito che gli vengono dati…portano dentro cioè in Italia biglietti da 500 delle missioni all’estero e loro li vogliono cambiare in pezzi da 50, 100 e 200, capito? Sono praticamente…ci riconoscono il 5%…calcola che hanno 60 milioni da cambiare per questo mese, capito?».,,,,,, 

Dalla cattura di Roberto Grilli Mi hanno arrestato, adesso parlo».  articolo tratto da il TEMPO on line  

Roberto Grilli è il nome che ha fatto saltare il copertchio su questa presunta organizzaizone criminale in grado di gestire appalti di qualsiasi tipo: dai rifiuti, ai profughi, dai campi rom alla gestione delle aree verdi nella Capitale.

Grilli, dunque, fu fermato mentre si trovava nella sua imbarcazione «Kololo II», battente bandiera francese e proveniente dalle isole caraibiche, dove sono stati rinvenuti, occulati nelle intercapedini della chiglia, 503 chili di cocaina. Dopo questo arresto, ecco che Grilli decide di collaborare con gli investigatori. Ma non solo in riferimento alla sostanza stupefacente, ma allargando alle sue conoscenze.

Da: 2. La grande discovery brogliacci con audio

” Non c’ho avuto tempo ” ( la frase non ha senso .. per il contesto e per la  giornata .. la stanchezza manifestata si riferisce al “ruolo e attività” …   altra D ” dai i pacchi ” con tono sussurrato … altro uomo con voce cupa e matura .. 42 non c’ho avuto tempo sò stanca apri i pacchi 42 non c’ho avuto tempo sò stanca apri i pacchi 

 

https://soundcloud.com/paolo-cdd-ferraro/42-non-cho-avuto-tempo-s

 

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Una indagine partorita e gestita da tempo . 

PIGNATONE. LA PROCURA DI REGGIO 

CALABRIA.  IL CASO FERRARO. 

IL MONDO di MEZZO, 
IL MONDO  DI SOPRA VISIBILE. 
IL MONDO DI SOPRA COPERTO. 
N.B. in caso di problemi di formattazione cliccare sul link EVERONOTE  alla pagina web con testo completo

https://www.evernote.com/l/AM9KOrWXQZtO-IQ90Xi_PGBa6xumO7ODOlk


à la guerre comme à la guerre: 

“MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO  nè CORRUTTOPOLI: è molto di meno e molto si più ma apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre,  ben oltre il “mondo di mezzo” ed il mondo di sopra pubblico e visibile, sul mondo di sopra coperto (il secondo ben importante mondo di sopra) e sulle sue strategie in atto.



L’occasione di questa prefazione analisi breve è un articolo fattoci pervenire,  che  pubblichiamo,  di seguito,  e che prima di alcune nostre “mere” “correzioni” e integrazioni era stupendo ……. 

“MAFIA-CAPITALE” è men che meno  la ridicola pretesa di essere quella “NUOVA NORIMBERGA” (?!)  partorita come slogan “imitato”  in ambienti infiltrati della finta controinformazione per “infilare” strumentalmente un percorso storico visibile e distrarre dagli assetti di potere forti e sotterranei ,  e non è “CORRUTTOPOLI”: apre “solo” una porticina piccola piccola, nolente … , sul mondo di sopra coperto e sulle sue strategie in atto. 

“MAFIA CAPITALE” è solo un mero frammentino di TANGENTOPOLI 2, consono ai livelli di degrado e specificità romani, ma soprattutto sottoprodotto ultimo del ventennio inaugurato da Capaci, ma ha un ruolo fondamentale.  
Elenchiamo le principali ragioni che sostengono tale lettura: 
1. Nel 1991-1992 emerse un intero sistema di spartizioni e tangenti, corruttela e concussioni che vedevano anche pressata una certa imprenditoria e direttamente coinvolto un intero assetto istituzionale destinato ad essere sostituito. Da una parte, escluse le partecipazioni “rosse”  dal cuore delle indagini,  TANGENTOPOLI apriva la ascesa del “neo” apparato post comunista, preparato dalla seconda metà degli anni ottanta, fedele agli Stati Uniti e al mondo anglosassone,  filo bancario e utilizzatore di moduli e coperture da neo strategie di scalata che ormai conosciamo; dall’altra parte la scesa in campo della P2 e di Berlusconi  costituirono varianti non programmate ma alla fine sopportate, male,  sol perchè rivelatesi utili per meglio preparare il terreno ed il degrado nazionale;
2. A differenza che in TANGENTOPOLI lo zampino di soggetti appartenenti ad apparati deviati, e la perenne ombra e presenza di servizi e coperture  improvvisamente rimosse, rivelano che dietro lo scenario di MAFIA CAPITALE, metodi criminali tipici e un’autonoma organizzazione criminale, vi sono fattori  in qualche modo guidati e monitorati, fino al recente colpo di spugna;
3. La partecipazione condivisa della componente politica ormai “ex di sinistra” anche eversiva, indica che coinvolgimenti e partecipazioni criminali individuali sono stati interrotti in una loro specifica trasversalità, ma risulta comunque dominante la matrice eversiva di criminalità romana a targhetta di destra, da sempre utilizzata da apparati e servizi, e maggioritaria o più importante per peso la componente di destra nelle attività passive di corruttela, il che contribuisce a rafforzare il quadro abbozzato sopra ;

 

4. La bòtta assestata al crogiuolo criminale “alimentato”  è perciò quasi “mortale” prima di tutto per gli apparati piduisti tradizionali e per la “destra” romana post piduista più massonico nazionale oltrechè per la destra eversiva legata a servizi : il disegno che ne esce resta meglio “delimitabile”, come non lo fu per Tangentopoli;
5. L’esplosione della notizia sull’indagine, il bailamme giornalistico e alcuni tratti della gestione informativa pubblica della vicenda, indicano che MAFIA CAPITALE è anche una “risposta” e comunque un’azione condivisa a livelli alti. La conduzione diretta della indagine da parte dei ROS e dei vertici della guardia di finanza non consente  altre conclusioni: vi è un intento ed  una finalizzazione, non paragonabili però in alcun modo alla TANGENTOPOLI prodotta da Di Pietro e dal partito di quella componente deviata della magistratura consapevole delle strategie meno visibili e più coperte, di matrice atlantista;
6. Il sistema delle tangenti scoperto attinge ai finanziamenti pubblici e ai finanziamenti di settori “solidali” e di SERVIZI essenziali: finanziamenti redistribuiti a pioggia corruttizia e sottratti programmaticamente alla loro destinazione funzionale. La distruzione di questa cittadella  criminale, “mondo di mezzo”, era ed è quindi necessaria, per limiti di contesto, territoriali, di ambiente e per la palese “temporaneità” dell’accadimento “a tempo determinato” ;
7. Lo sfondo di favori altri e attività deviate coperte diverse, di ben altro spessore e riconducibili a tale realtà romana, è messo in chiaro scuro solo dalla migliore stampa, mentre il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone è stato ben attento a disegnare gravità criminale ma al contempo limiti e contorni dell’associazione per delinquere di stampo mafioso “MAFIA-CAPITALE”;
8. TANGENTOPOLI si sviluppò sul e nel sangue di CAPACI, via D’AMELIO e  dei quattro attentati terroristico eversivi del 1993. Sulle vicende nazionali vi era allora già la supervisione di un pericoloso apparato in ascesa, che si sovrapponeva  anche al preesistente apparato condiviso, ma con TANGENTOPOLI vennero le riunioni su quella nave anglosassone alla fonda nel mare toscano; TANGENTOPOLI era “immersa”  in  una strategia di lungo periodo e TANGENTOPOLI nacque a MILANO;
9. MAFIA CAPITALE è al contempo un processo romano, della Procura di Roma, contitolare delle indagini nel pool persino il Giuseppe Cascini da noi pubblicamente collegato, anche per sua stessa ammissione, a Stefano Pesci, che è apparso legato a cordate ed attività coerenti con assetti eversivi internazionali e/o a basamento militar deviato nostrano;
10. Dal procedimento MAFIA CAPITALE vengono evocati e tracciati legami, rapporti e attività che lambiscono un livello più alto e coperto, che a sua volta porta dritto dritto al caso Marrazzo, ma anche al caso FINMECCANICA e ad altre sponde. Coinvolto è anche il nucleo di una speciale criminalità romana che tra Magliana, Garbatella e Testaccio ha storicamente assecondato condiviso e gestito vari obiettivi di attività deviate dei servizi. 

Vi è quindi solo un pertugio o una porticina dovuta aprire, per necessità, che può spalancare un mondo di sopra coperto  . 

 

 
MAFIA CAPITALE arriva  dopo quattro anni di grandediscovery e dopo prove in crescendo  sulla esistenza di un apparato massonico deviato ed infiltrato in ben altri quartieri da quelli della MALA cui pure sono richiesti favori ed attività criminali di supporto, forniti. 
 
MAFIA CAPITALE non è “CORRUTTOPOLI” , non è il processo sull’intreccio criminale tra poteri forti o sulle dinamiche e strategie criminali poste in essere in venti anni, che hanno corrotto tutto il sistema istituzionale su vari piani, in modo lucidamente orientato, devastato donne, bambini, magistrati per bene e non, e corrotto irretito e controllato a ben altri livelli uomini ed istituzioni, infiltrando con modalità nuove e più efficienti anche Chiesa, religioni, culture, esercito ed associazioni (da ONLUS a sportive, da sociali a cultural coperte) e altro. 
In MAFIA CAPITALE e nelle sue potenziali diramazioni non compaiono la magistratura controllata, la psichiatria di apparato militare e civile asservita e talvolta quasi egemone e componenti militari a oro volta deviate. Non compaiono per ora le risorse messe a disposizione a fondo perduto da vari organismi internazionali, né quei traffici di stupefacenti “funzionali”, sui quali indaga la magistratura militare. 
MAFIA CAPITALE quindi è,  per quello che è,  una mera porticina dovuta aprire, aperta, ed una risposta che si vorrebbe conchiudere, anche per rilegittimare di risulta la Procura di Roma coinvolta negli (e talvolta vittima degli) intrighi degli ultimi ventitré anni. Potrebbe essere persino lo spunto per salvare il salvabile della componente deviata, almeno della quota di essa che non ha fatto direttamente quello di cui noi abbiamo fornito prove e dati inconfutabili.
 
(1) Da qualche parte ho letto sul web che questo procedimento nacque due anni prima da una “intuizione” di Pietro Saviotti, morto per infarto il 05 gennaio 2012, con il quale feci quattro o cinque “chiacchierate” (analisi) ad hoc, tra il febbraio e il marzo 2011. 

La mia “intuizione” (quando gli analizzavo i paventati intrecci tra servizi, psichiatrie deviate, camorra e criminalità organizzata, mondo militare e CECCHIGNOLA,  due particolari omicidi allora recenti, il  fatto che nel processo Gladio intrecci militari e strumentazioni erano già parzialmente disegnati, e gli parlavo  del ruolo diretto di Pesci  e di Giovanni Ferrara nella vicenda mia e di Agnello Rossi poi,   e del processo alla “falange nera massonica” campana che mi aveva incuriosito , poi gestito a Milano da Armando Spataro) mi ha portato a subire e poi capire e ricostruire tutto quello che avete scoperto o state valutando, sino ad oggi,  tramite  me. 

 
 
So solo che lui era un magistrato vero, come me, e lo era indipendentemente da quello che in parte fece e da come lo fece, e sol per questo era  inviso ad una cordata  criminale arrembante che non voleva trovare ostacoli,  figuriamoci contrapposizioni. 
CORRUTTOPOLI, il processo sulla criminale  infiltrazione e corruzione nel senso lato di tutte le istituzioni toccate dal golpe strisciante, deve ancora venire. 
Come pure la resa dei conti con l’apparato deviato che ha tra l’altro snaturato una minima ma preziosa parte della magistratura italiana.   

Una porticina piccola piccola aperta c’è, ed una cartina al tornasole anche, per cui sapremo tra breve se richiuderanno la porticina voluta/dovuta aprire per la “operazione il mondo di mezzo”, e   che cosa porti ben oltre questa operazione. 

Nel 2006 tutte le fattispecie di attentato alla personalità dello Stato furono modificate, divenuto non  punibile  il tentativo, ma solo il reato realizzato. (n.b.  linguaggio non tecnico). 

Il procedimento  che dia conto in termini di responsabilità di reati finali ed effetti, ma anche di reati mezzo, strategie ed attività deviate su vari piani, sta lì, un pò oltre quella minuscola porticina che vorrebero richiudere,  per non essere tutti i coinvolti responsabili  di ben altro. 

à la guerre comme à la guerre

In questi due anni tre tentativi, gestiti,  sventati e corroborati dal solito nostro sistema di prove artgianale ma efficiente:

1. (2) Nel 2012 prima di estate e poi in autunno  un avvicinamento telefonico prima da un  personaggio di Bergamo  o dintorni,  Antonio  A. reduce da lunghi impegni “internazionali” in “Kazakistan, intermediato dalla solita “gnocca” milanese questa volta vicina o intranea a mondo degli anarchici, che invoca incontro “urgente” a Roma davanti al Pantheon poi anche con il tizio e più volte mediante programma di video comunicazione Skype ed ooVoo,   e ovviamente portata in giro come molte altre avvicinatesi a scopi  di  evidente incastramento, lascia intendere a corredo ed appositamente provocata  sue “disponibilità”. Patrizia C. dal cognome lievemente sintomatico e dalla prospettazione “inequivoca”,  per un magistrato come chi scrive. Lui   Antonio A.    abile simulatore “professionale”,   in “dichiarato” e poi riscontrato contatto come informatore o “pentito” o parte offesa, contatto/gestione,   con la/della dda ( direzione distrettuale antimafia) della Procura di  Reggio Calabria, e relativi ufficiali di p.g. ,  del R.O.S. credo, che proponeva a  me finanziamenti a fondo perduto mediante piattaforma internazionale e Carities cioè  Onlus … Feci una telefonata improvvisa al magistrato non secondario della Procura che trattava il personaggio e  che, molto  affabile, mi confermò fatti e dichiarazioni … un informatore pentito parte offesa o meno che si avvicinava a Paolo Ferraro  ?! Non ci covava solo una gatta .. come in altri casi .. ( errori a iosa nella simulazione e l’errore  di pensare di poter gestire una ennesima trucco del genere con variante di nuovo tipo, e con tanto di altro ufficiale di pg che, valigetta alla mano,  simula un incontro casuale al bar di Labaro … presente il personaggio letteralmente pilotato abilmente da me e convogliato in una mia astuta trappola, con tanto di testimone che segue la mia manovra e partecipa all’incontro, della cui natura ho poi a lui  illustrato gli elementi da me analizzati e lo scopo mio di acquisire tutte le conferme  necessarie. Antonio A. mandato poi senza mezzi termini in pesantissimo modo a quel paese  lui e chi gli stava dietro,  ad accertamento subito concluso, riaccompagnatolo alla stazione ferroviaria). All’epoca la Procura di Reggio Calabria era senza il Procuratore Capo, che la aveva lasciata da pochi mesi, nominato Procuratore Capo della Repubblica presso il TRIBUNALE di ROMA ;

[N.B. Il sistema finanziario internazionale al livello di vertice non funziona solo sulla base delle rigide  regole del debito come per gli stati nazionali. E le piattaforme producono ed accreditano secondo obiettivi e finalità internazionali,  al sistema delle attività di riferimento associative   Onlus e carities,  saltando il circuito bancario creditizio tradizionale ed usando solo il circuito elettronico bancario o lavorando con il contante stampato (di solito dollari).Possono fare   ciò perchè essendo al vertice della catena monetaria stampano o producono elettronicamente a costo zero o giù di lì, finanziando operazioni internazionali il cui “rientro” è strategico e su piani  di politica internazionale”]

2. un tentativo reiterato con telefonate al  cellulare di  elargire somme per aiutare a sostenermi, “in attesa che tutto potesse uscire fuori”,  mediante soggetto che si profilava come in collegamento con mondo dei servizi,   a me vicino e consapevole delle mie cose, anche lui più cortesemente mandato a quel paese .. dopo avergli fatto capire che di somme e finanziamenti non se ne parlava, e avergli anche fatto capire con più garbo che di queste eventuali trappolette o contributi di incerta provenienza se ne poteva fare a meno ( asocto di morire di fame);

3. Un gesto apparentemente generoso e di aiuto di un avvocato, pacco di banconote alla mano, nel maggio 2013 con formula garbata, respinto ( ma con la durezza implicita mascherata da commosso rifiuto, che all’avvocato, noto, non è sfuggita). 

à la guerre comme à la guerre

e presto altre rivelazioni .. sulla più coraggiosa ed astuta tecnica di “infilamento nei pollai con porticina lasciata aperta”, mai congegnata nella storia, per trarne conferme obiettive  sulla portata “incredibile”  di quello che sono andati arzigogolando .. e più hanno fatto e più hanno dimostrato come si muovevano . Niente applausi .. la tecnica utilizzata  constava di conservare prove avvisare amici e lasciare che venissero  fornite  pseudo occasioni o tese  ipotetiche trappolette,  in attesa che si scoprissero .. Avendo precostituto anche ex ante la prova della mia “investigazione” coraggiosa .. ed in qualche caso “divertente“. 


Ecco l’articolo pervenuto da M.V. che molto più che volentieri pubblichiamo. 

Ringrazio M.V. per il suo intelligente contributo aperto ad ogni approfondimento, articolo di ottima fattura. Mi sono permesso, e M.V. sopporta “stoicamente” “smoccolando talvolta”, di apportare alcune correzioni formali ( perchè un articolo scritto così bene stonava con la mia prosa a volte pesantissima). 

Ho anche, a peggiorare la situazione,  aggiunto alcune chiose mie in rosso: M. perdonami .. 

MORS TUA VITA MEA: I COLLETTI BIANCHI RIPULISCONO IL FONDALE DELLA PROPRIA CATTIVA COSCIENZA MA I PESCI PICCOLI NON CI BASTANO PIU’…




Ed ecco piovere come la manna dal cielo l’inchiesta romana denominata “mafia capitale”.
Parallelamente, il “risveglio” del movimento 9 dicembre e simili, l’inneggiare ad una casta politica marcia e corrotta di ladri da mandare a casa (per metterci chi? I militari? Ricordiamo il Cile del 1973 e gli scioperi selvaggi che precedettero l’instaurazione del regime terrifico di Pinochet). Sullo sfondo, la politica economica di autodistruzione non dichiarata di Renzi, il patto del nazareno e altri, la perseguita disintegrazione dell’impianto democratico della Costituzione. Questi poli nella situazione attuale portano corrente di omologo voltaggio.
Parlando di mafia, non possiamo non far riferimento a Falcone e Borsellino. In particolare, a quello che è il testamento di Paolo Borsellino: l’ultimo suo intervento pubblico nell’incontro organizzato dalla rivista Micromega.
Sarebbe “naturale” trovare come protagonisti del discorso di Borsellino il sistema delle famiglie mafiose, i rispettivi capi, Totò Riina, gli esecutori della strage di Capaci ecc.. Invece “stranamente” Borsellino parla quasi esclusivamente di vicende romane inerenti la magistratura, il CSM in particolare e marginalmente dell’ambiente palermitano. Ce lo dice poi chiaramente: l’omicidio di Falcone è stato solamente l’epilogo eclatante di una distruzione iniziata nel 1988 e non da parte della mafia ma attuata da una parte della magistratura (e in particolare le maggioranze nel CSM che affossarono ripetutamente un eccellente magistrato…).
Oggi ne sappiamo di più grazie alle prove raccolte a partire dalla sua vicenda da Paolo Ferraro, altro magistrato di caratura certo non inferiore a Falcone e che condivideva di Falcone scelte, percorsi ed impegno ma  nell’ambito di magistratura democratica e proprio nelle vicende romane dell’epoca,  ricordate da Borsellino. 
Oggi sappiamo anche ciò che in quegli anni non era trapelato in concreto enon sarebbe trapelato, sino alla oduerna unica ricostruzione completa: la vera e propria guerra sotterranea condotta in particolare da una componente estremamente attrezzata e pericolosa, che godeva di una segretezza insospettabile, ed insospettabile agiva.  
Nelle vicende rammentate da Borsellino, contro Falcone vi era anche un “giovane” Giuseppe Cascini, che a Paolo Ferraro, da sempre anche schierato con Falcone,  aveva detto a inizio autunno 1991 chiaramente “tu sei uno ingombrante, vai tolto di mezzo”, col tono sardonico di un anziano “capo-bastone”. 
Si, lo stesso Cascini oggi tra i delegati alla indagine nel pool sul “sistema mafioso” della capitale condotta da Pignatone. 
Lo stesso Cascini che dichiarava nel marzo 2011, anzi ricordava (visto che parlava con Paolo Ferraro), “quello che ha fatto Stefano è quello che faccio io … noi siamo la stessa cosa”, riferendosi a Stefano Pesci.
Oggi la cordata che ha scalato anche la magistratura romana (compresa una parte del CSM compresa) dall’interno, interamente portata allo scoperto è in seria difficoltà, e persino la componente di servizi ed elite militari deviate con l’appendice condivisa di massonerie parioline sono state smascherate. E soprattutto l’intera magistratura è stata avvisata e ne è non poco avveduta. 
Non si tratta di un alveo, quello pubblicamente denunciato, totalmente estraneo ad un mondo nero ed infiltrato che promana anche da servizi e forze analoghe: a questa conclusione è agevole pervenire per  logica e la forza della logica che promana dalle prove pubbliche che Paolo Ferraro ha fornito su attività certamente riconducibili ad ambienti ed ambiti organizzati e “strutturati”.

Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti

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Sessanta secondi svelano, attentamente valutati, più di mille documenti Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare. Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di … Continue reading 
L’ex Procuratore Ferrara, pensionato dopo breve transito ad incarichi ministeriali (il suo ruolo è stato sviscerato,   prove alla mano su fatti ed avvenimenti, nelle vicende a monte),  è stato nel settembre 2012 sostituito dal Procuratore Giuseppe  Pignatone, un magistrato di ben altro livello. 
(3) Pignatone è lo stesso magistrato  che risulterebbe però aver firmato  la richiesta che apriva la “incredibile” procedura per affidamento di Paolo Ferraro ad amministrazione di sostegno… ( avvio della tentata morte civile …  ). 
n.d.r.E   a riguardo, letto il tenore,  la struttura lessicale e vagliati i contenuti e passaggi,  ancora ci permettiamo di coltivare un ipotetico dubbio: lo fece mal consigliato, a fronte di documenti falsi e falso dossier, pressato dalla recente morte di Alberto Caperna “che lo aveva colpito anche personalmente”, o addirittura era parzialmente ignaro del reale contenuto della istanza e della apparente sua firma !?“.
Ma chi firma in mera ipotesi,  consapevole ed in accordo sempre in mera ipotesi, un abominio del genere, quanto altro può fare e cosa può architterae e congegnare con chi tira i fili sotterranei di attività para-istituzionali ?! 
 


E per apprezzare a che punto di nefandezza siano giunti coloro che hanno marchingegnato il provvedimento , osservate con attenzione:


e questo il certificato che era agli atti con altri e consulenze, inequivoco: già da solo basterebbe a svergognare per sempre la manovra criminale congegnata all’interno della Procura di Roma 

 


 
Dalla grandediscovery portata avanti da Paolo Ferraro emerge, prove alla mano, l’intreccio dei rapporti tra apparati deviati,  una quota di peso importante nella procura di Roma, il mondo militare anche legato ai servizi, ambienti vari professionali. 
I legami tra queste realtà ed esponenti infiltrati in partiti e movimenti e svariati ambienti politici e non, a cascata, e i ruoli che di norma assolve infine la bassa manovalanza , sono certamente “lambiti” dalla indagine MAFIA CAPITALE.
Il lavoro del CDD ha portato alla luce non solo nomi , ma anche illustrato e provato   metodi di azione, strumenti,  logiche,  protocolli,  ascendenti ed antefatti  su un piano e su un livello più alto. 
La pressione  sulla magistratura e la sua scalata, il controllo della politica attraverso l’irretimento e la tessitura di una rete di corruzione, compromissioni e ricatti di uomini politici, parlamentari od occupanti di cariche significative  nei diversi settori dell’amministrazione e dello Stato,  è oggi uno scenario illuminato analiticamente.
E l’ex Nar Carminati proprio su quel piano alto di attività deviate e gestite da servizi  era stato nel passato collocato e si era collocato, consapevolmente.
Il caso Marrazzo a titolo di esempio generale,  in questo senso è emblematico ed è stato ampiamente svelato nelle sue trame concrete e reali, dietro le quinte, e nei suoi moventiGli elementi di contiguità con le vicende solo scoperte nella Cecchignola  ( e solo scoperte , essendo rimasto Paolo Ferraro intonso), sono tanto vistosi da lasciare senza repliche.

QUELLO CHE TEME UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE NIENTE AFFATTO INVINCIBILE. DISVELATA DEFINITIVAMENTE STRUTTURA E GLI INTRIGHI CRIMINALI A PARTIRE PROPRIO DAL CASO PAOLO FERRARO E DALLA GRANDE DISCOVERY

CDD UNIONE on Vimeo (2)

UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE APPARENTEMENTE ( SOLO ) INVINCIBILE , composta ai vertici da colletti bianchi opportunamente infiltrati e gestiti, in particolare appartenenti al medesimo potere giudiziario che dovrebbe accertarne natura e reati , assommando alla autorevolezza che le deriva dalla immagine del potere medesimo, la forza intimidatrice ed omertosa che nasce dal condividere e gestire potere ed attività riconducibili ad alcuni vertici … Continue reading 


La preordinazione e comunque la conoscenza certa a monte, da parte di  di componenti della procura romana sono un dato certo ormai pubblico. 

 

RITROVANDO NOTIZIE (preziose) SULLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 e 5/12 grandediscovery

Maria  Monteleone
LAINDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY . ( Riedizione implementata al 1° gennaio2014 , IN CODA SINTESI E LINK PER TUTTE LE VICENDE AMONTE ED A VALLE ) I passaggi di quadro afferenti LA GRANDEDISCOVERY, ALLA LUCE DEI DATI EMERSI, RITROVANDO NOTIZIE ( preziose ) SULLA INDAGINE ” FIORI nEL FANGO” a ROMA , RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 … Continue reading 
Come si può allora inquadrare coerentemente,  in questo scenario,  l’inchiesta MAFIA-CAPITALE oggi assurta agli onori delle cronache ?!.
Si può ragionevolmente ritenere che si voglia anche far fuori il livello inferiore, ormai rivelato e compromesso,  in quanto portato a conoscenza dell’opinione pubblica e della parte sana delle istituzioni, e  che si attivi la trappola finale perchè la funzione intermedia di corruzione ed irretimento avrebbe raggiunto nel  caso specifico  i risultati e scopi perseguiti ( più in alto). 
I colletti bianchi e servizi e apparati di supporto eliminano di norma  la bassa manovalanza ormai compromessa, in questo caso forse ( e senza forse) anche perchè resasi un pò forte del proprio potere ricattatorio, comunque tirando la rete a maglie grosse quando è il momento. 
Ovviamente l’input è esterno alla magistratura in senso istituzionale e la magistratura gestisce un prodotto giudiziario. 
n.d.r Ciò non toglie che la prova della partecipazioni di magistrati della procura romana e di uffici giudiziari romani in  riunioni presso l’ospedale militare CELIO  a Roma, od a cenacoli o altre non ufficiali riunioni “decisionali”, vedrebbe partecipanti ad un livello più alto membri della istituzione giudiziaria.  
Comunque non è per niente assurdo ipotizzare che si speri, così operando, anche di cauterizzare una ferita aperta, ormai non più occultabile allo sguardo dei cittadini informati e soprattutto alla parte sana ancora predominante nelle istituzioni, prima tenuta nell’impotenza e priva degli strumenti per comprendere e difendersi (non dimentichiamo quei magistrati romani “portati da un magistrato presso il primario del reparto psichiatrico del Sant’Andrea Girardi, per essere trattati e ricondotti nei ranghi…così come politici e persino, anzi anche, ministri, – le registrazioni video audio nel  Sant’Andrea e le dichiarazioni del dott. Paolo Girardi e Gabriele Sani -

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti E RIEPOLOGO DETTAGLIATO dei FATTI A MONTE DAL DAL 2007

santandrea 2

PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei .. Continua a leggere 



e non dimentichiamo la sorprendente percentuale di morti per infarto nella magistratura romana, ma anche altre malattie meno improvvise in percentuale troppo cospicua,  – n.d.r – e persino il caso di  un serio e professionale pretore del lavoro deceduto nell’estate 1995 per una influenza-patologia  “fulminante”, un giudice realmente “democratico” che in realtà costituiva l’ossatura della opposizione democratica in M.D. in quell’anno, insieme  a Ferraro e vari altri, e non dimentichiamo poi la “scomparsa” del dott. Adinolfi del Tribunale Fallimentare romano… ma l’elenco sarebbe lunghissimo).
La bassa manovalanza esterna è dedita invece proprio alla corruzione dei corruttibili e all’irretimento o compromissione organizzata dei più resistenti, tipico l’utilizzo  archetipo delle “femmene”.
La strategia ultima, vista dall’alto? 
La presa od il controllo dei poteri giudiziario, legislativo ed esecutivo mediante il sostanziale svuotamento anche della sovranità dei rappresentanti del popolo,  attraverso gli strumenti preparatori della corruzione e dell’irretimento, scandali e percorsi distruttivi, e la successiva finale  liquidazione di un’intera classe politica ridotta a sub-casta servile, in parte per via giudiziaria e nella fase finale, eventualmente, per via solo apparentemente “rivoluzionaria” ( ma eversiva)  e invece realmente “controrivoluzionaria”(che oggi verità,  legalità e giustizia siano rivoluzionarie è un dato direi pacifico). 
Si tratterebbe in questo scenario di una via eversiva sostanzialmente golpista, con azione militare ed autoritaria coèva al crollo socio economico, che  pieghi  infine  la stessa resistenza a morire della sub-casta politicam  nel momento in cui va percependo di essere stata solo utilizzata e portata per mano e per altro (un po’ come i bambini del libro di Collodi, portati insieme a Pinocchio nel paese dei balocchi per essere infine schiavizzati e tramutati in asinelli, da sfruttare o da vendere).
A questo punto fanno buon  gioco certi movimenti all’uopo anche debitamente infiltrati: movimenti in nominale difesa del cittadino che fomentano l’odio nei confronti della “casta politica ladrona” e corrotta, a colpi di slogan “mandiamoli a casa”. Ovviamente senza spiegare chi gestirà il potere dopo la cacciata e senza chiedersi chi sia il corruttore della classe politica. 
È vero, se ci sono i corrotti ci saranno pure i corruttori! n.d.r. E dietro,  chi manda i corruttori …   
E addirittura vi è chi si è mosso denunciando sub facie giudiziaria penale (reati) un intero percorso storico politico,  alla “Procura di Roma”, con una operazione meramente propagandistica che nasconde scientemente lo zoccolo duro del vero potere forte che gestisce in Italia le trame ed i processi socio istituzionali che contano. Ed è da questi che dipende poi il potere decisionale, non viceversa . E’ come se lottando contro una piovra gigante, la piovra stessa organizzasse un manipolo di finti assalitori impegnati a scagliare epiteti e scuri
contro un tentacolino sempre rinovabile  e destinato in realtà ad essere in prospettiva eliminato mentre la piovra continua a gestire tutto, perchè non si toccano nè si nominano i centri nevralgici e non si indica una politica reale e concreta che li disarticoli. 
A  Roma esiste una parte sana della magistratura, che coesiste con quella deviata che manteneva su di sè il più stretto segreto. Fu il magistrato Paolo Ferraro che con enorme intuito e da PULITO capì quello che accadeva portando le prove che consentono di ricostruire tutto, a partire dal luogo scelto per tentare, fallendo prima di tutto sul piano umano, di mettere in trappola, circuire o piegare uno dei migliori ed indipendenti magistrati. Tale è rimasto,  rivelando intuito investigativo, rapidità e capacità di decidere tali da restare anche per questo nel memorandum delle attività deviate dell’apparato (“viaggia più veloce della luce, lui pensa capisce .. ma poi .. agisce .. agisce”, immortalato in queste frasi anche il “profilo” dello psichiatra Paolo Girardi).

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati …Continua a leggere
 

Ma torniamo al movimento 9 dicembre, già ampiamente smascherato nei suoi sotterranei  intenti nel 2013,  e neutralizzato. Quest’anno ci riprova, cavalcando il malcontento ed il cieco odio delle folle nei confronti di una classe politica responsabile di tutti i mali del paese (compreso il debito pubblico, senza mai chiedersi chi sia il creditore di questo debito e di che debito si tratti…e chi se lo chiede poi ha la risposta pronta tautologica dei signoraggisti manipolati & C. “per riconquistare la sovranità monetaria dobbiamo riconquistare la sovranità monetaria” …tante grazie, non c’è modo migliore per girare a vuoto che ripetendo certe litanie…).

E soprattutto ci prova cavalcando anche l’ondata di indignazione scaturita dall’inchiesta romana: inchiesta emersa con una contiguità temporale quanto meno imbarazzante.

Tutto ciò è sintomo di grave difficoltà e corsa ai ripari da parte di un insieme di apparati ormai quasi interamente scoperchiati. 

Non s’illudano i colletti bianchi che vi appartengono di cavarsela solamente scaricando la bassa manovalanza di cui si sono serviti fino a ieri per i propri scopi. 

Ormai la copertura è saltata a tutti i livelli: non s’illudano i liquidatori giunti a Roma per salvare il salvabile e ripulire le sole acque più torbide del porto delle nebbie. 

E ai lettori in buona fede, appartenenti a tutti i movimenti e a tutti i partiti, che credendoci operano nel proprio ambito ma paventano che nulla o troppo poco cambi, o che tutto cambi proprio per non cambiare nulla,  a conti fatti rivolgo un invito: leggetevi i blog di Paolo Ferraro e del CDD e troverete un quadro coerente che non solo porta le analisi, informazioni e notizie su progetti storici a compimento critico, con prove, ma indica cosa invece va fatto, come e con quali modalità concrete. Riascoltate le parole di Paolo Borsellino che ha detto e parlava proprio a noi di questo presente, intuito, perché nel 1992 non l’aveva compreso quasi nessuno ancora, nemmeno lo stesso Paolo Ferraro,  già allora circondato ma ancora in gran parte non reso accorto di tutto ciò.



Solo grazie a Paolo Ferraro, scampato a diversi tentativi di eliminazione secondo protocolli applicati in altri innumerevoli casi, abbiamo le prove dell’esistenza, dell’azione e dei protocolli di un apparato organizzato del resto che ormai si conosce.

Grazie al CDD in questi anni è stato  portato allo scoperto anche il versante disinformativo deviato collaterale e contiguo, con tutti i protagonisti e le strategie che identificano qualsiasi operatore di tal fatta.

 

Tutte le principali trappole, i marchingegni, le metodiche  sono stati individuati: se volete giungere alla meta del vero cambiamento, per uno Stato ed istituzioni non ostili e al servizio dei cittadini, dovete percorrere un sentiero disseminato di trappole ed evitarle tutte. 

 

L’informazione necessaria è a disposizione, basta volerlo: smettere di aspettare la manna dal cielo, formarsi ed informarsi, ragionare con la propria testa. Puntare sul fermare strumenti ed obiettivi di progetti deviati partendo dal cuore degli strumenti apprestati (aree di intervento prioritarie: Medicina e suo assetto, Psichiatria, servizi civili e militari, sistemi sociali privati nel coagulo devastante creato su famiglia e minori, a cavallo tra istituzioni e società).

 

E comunque mai diventare carne da cannone per rivoluzioni di piazza orchestrate dagli stessi che hanno creato tutta la situazione ed ora propongono la soluzione “che si rigira in quel posto per tutti”.

 

Buon Viaggio, ci ritroveremo oltre in direzione della vera mèta, se vorrete.

 

M.V.

 

Appena postato un aggiornamento sulla petizione, sig. Ministro di Giustizia: IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO TORNI A FARE IL MAGISTRATO!, che stanno firmando in tanti 

SIETE ORA SUFFICIENTEMENTE MATURI ED INFORMATI PER LEGGERE ED ASCOLTARE IN MODO ATTENTO COMPLETO E CONSAPEVOLE:

 

 
IL MEMORIALE DEL 7 MARZO 2011
 
IL DOCUMENTO SU PISTA FAMILIARE E USO ETERODOSSO DEL DIVORZIO ( e allegati )
 
LE PROVE AUDIO della CECCHIGNOLA e relative contestualizzazioni
 
GLI ESPOSTI DENUNCIA MEMORIE AL CSM CHE SMASCHERAVANO GIA’ NEL 2012 LA MANOVRA CRIMINALE SOTTESA E LA IDENTITA’ DI QUESTO PERICOLSO APPARATO DEVIATO
 
LA LETTERA DI NON DIMISSIONI ( l’opposto di ciò che hanno fatto i tanti magistrati martirizzati in silenzio dall’apparato deviato )
 
 
ORA POTETE SINO IN FONDO CAPIRE DA SOLI QUALE FOSSE LA POSTA IN GIOCO:
 
PERCHE’ DOVEVA ESSERE DISTRUTTO IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO
 
PERCHE’ OPERARONO DI CORSA IN CONTRO TEMPO PER TENTARE DI ARGINARE LA INFORMAZIONE E DENUNCIA PUBBLICA CHE AVREI SVILUPPATO E CON QUALE ARCHITETTURA CRIMINALE SI MOSSERO
 
QUALE DISEGNO E GESTIONE DEL REALE POTERE DOVESSERO DISPERATAMENTE NASCONDERE
 
SE VI FOSSERO IN GIOCO E QUALI COMPONENTI DEVIATE ( E COME OPERASSERO )
 
COSA TEMEVANO CHE POTESSE ANCHE EMERGERE
 
COME ABBIANO OPERATO NEL SILENZIO
 
COME ABBIANO ATTIVATO LA FINTA CONTROINFORMAZIONE CHE COSTRUIVA IL MITO DI PSEUDO ASSOCIAZIONI CHE COPRIVANO POTERI REALI
 
E PERCHE’ SOLO PAOLO FERRARO POTEVA ARDIRE E DENUNCIARE RICOSTRUENDO TUTTO E CONTESTUALIZZANDO TUTTO ( SENZA IL TESTIMONE CHE CONTESTUALIZZA LE PROVE OGGETTIVE NON ESISTONO E NON HANNO UN LORO AUTONOMO SENSO COMUNQUE )
 
COME SIANO ARRIVATI A COMPIERE L’ERRORE MADORNALE DI METTERE IN MANO AL MAGISTRATO PAOLO FERRARO LA PROVA CERTA OBIETTIVA ED INDELEBILE DELLE MANOVRE FATTE E REATI CONNNESSI IN UN CASO EMBLEMATICO
 
CON QUANTA VOLGARE SICUMERA E VIOLENZA ABBIANO TENTATO DI ARGINARE LA INFORMAZIONE ANCHE A LIVELLO DI CONTROINFORMATORI DI REGIME ATTRAVERSO QUELLO CHE ORMAI IN MOLTI CHIAMANOIL “PROTOCOLLO PETTEGOLO“ ( Derisoriamente)

QUANTA INTELLIGENZA E SENSIBITA’ INTELLETTUALE IMMISERO NEI LORO DUE STUPENDI SCRITTI LUCIANO GAROFOLI ED ENRICA PERRUCCHIETTI QUANDO ANCORA STAVO CENTELLINANDO PROVE ED ANALISI
 
 
QUANTO SENSIBILE IMPEGNO SIA STATO MESSO DAI MIGLIORI DI VOI ( per ora ) AVENDO CAPITO BENE E STUDIATO …
 
PERCHE PAOLO FERRARO ERA ED E’ AMATO E STIMATO DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA E DAI MIGLIORI MAGISTRATI NON CRIMINALI E DEVIATI
 
ORA AVETE INFINE quindi DAVANTI, ED ATTRAVERSO ME E LE VICENDE A ME COLLEGATE, UNO SPACCATO CRIMINALE DI POTERI DEVIATI CHE APRE LE PORTE A TUTTO QUELLO CHE DI CERTO ED INDICIBILE ABBIAMO INDICATO E ANALIZZATO COME DIRETTI TESTIMONI.
 
UN ORDITO CRIMINALE PLURIENNALE :
IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI
UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO
RITROVANO NOTIZIE PREZIOSE SULLA INDAGINE FIORI NEL FANGO
IL RUOLO CRIMINALE E MALATO GIOCATO DA UNA FETTA DI MAGISTRATI DEVIATI DELLA PROCURA DI ROMA CHE AVEVA TUTTO DA PERDERE SE FOSSE USCITO FUORI QUELLO CHE AVEVANO COMBINATO , A PARTIRE DA PAOLO FERRARO
E qui un ringraziamento non alla “rosa” ma alla Margherita …
 


Ed ora potrete riapprezzare a fondo su altro blog elegantino anche :

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati … Continua a leggere

UN SECONDO VIDEO AUDIO INEDITO.PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Bruno e i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e le MAIL degli “psichiatri “.

PASQUETTA 2011 IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali Fiorella Vallini Bruno e i magistrati deviati a Roma - YouTube
PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Francesco Bruno, i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e nell’ombra gli psichiatri che “inviavano MAIL”. LA PISTA FAMILIAR PSICHIATRICA. (Per l’analisi di quadro che chiarisce come la vicenda apparentemente familiare e personale non sia che un frammento criminale di un ordito si rinvia al …………. Continue a leggere 

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ”.

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

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pierfranco
IL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

IL QUINTO VIDEO AUDIO. La centrale operativa di Parioli Corso Trieste. AVV. MArco Ferraro Luigi Cancrini e gli altri.

MFERRstudioIL SANCTA SANCTORUM PARIOLINO si va disegnando. Poi definiremo i rapporti con gli apparati e realtà militari ed internazionali di Lucio Caracciolo, l’ennesimo professore della LUISS, gli scambi e le conoscenze culturali ( Francesco Bruno e il convegno a Pompei, ricordate ?! ) e tutto l’altro di cui sembra aver potuto usufruire la solo apparente principale protagonista malefica delle vicende … Continua a leggere 

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti

Posted on 21 novembre 2014 by 

santandrea 2PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei … Continua a leggere 

PROTOCOLLI PROFILAZIONE e GESTIONE OPERATIVA. UNA parodia di protocolli e metodi reali.

Posted on 21 novembre 2014 by 

Franceesco Bruno belzebùNell’articolo che precede abbiamo illustrato la “gestione manipolatoria a struttura deliroide condivisa” e il ruolo della psichiatria e delle scuole giuridiche che chiamo, per intenderci, “neocausidiche”, dando indicazioni sintetiche sul caso Ferraro . Oggi trattiamo mediante logica, delle fondamenta di protocolli, profilazione e gestioni operative: l’anima delle attività coperte e deviate di apparati di potere sotteranei o segreti, come nuova strumentazione più sofisticata anche …

I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.

devil
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI. I “DIAVOLI” IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI. “Beep Beep stana una filiera di willy cojotes” BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia, folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell’ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e Paolo Ferra Continua a leggere  

COMUNICATO DEL CDD SU “MONDO DI MEZZO” e MONDI DI SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. 

Posted on 4 dicembre 2014 by  

dago dago 2
Il procedimento penale gestito e portato a compimento del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone su un cemento criminale di poteri, affarismi, corruttele e attività in parte solo coperte da servizi e uuficiali deviati, anche se ancora connotato essenzialmente nelle componenti tangentizie e affaristiche da “mondo di mezzo” di  una   mafia-capitale organizzata a  stampo criminale,  costituisce in sè una notizia … Continue reading 

1990 La calata a Roma e via Poma – 1992 Anche una trama solo romana e la ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi 1995 Un agguato disciplinare inventato e miseramente fallito e tre missionarie ..

Posted on 30 novembre 2014 by  

piazzale clodio
1990 La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed “altro”  1992 Una trama,  non solo romana,  anche intorno al magistrato Paolo Ferraro. La fallita scalata alla Corte Costituzionale e la ritirata di Marco Pivetti e Agnello Rossi. 1995 Un piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti ed un agguato disciplinare assurdo, fallito.  AVVERTENZA. Ogni apparente divagazione e introduzione di vicende, …Continue reading 

 

 
GLI ARTICOLI PIU’ RILEVANTI SU ALTERVISTA CDDGRANDEDISCOVERY.
LA SVOLTA DEL 2014

 

TRE TRA LE TANTE EVIDENZE INSUPERABILI. À la guerre comme à la guerre: 

“MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO nè CORRUTTOPOLI: apre solo una porticina piccola piccola che si affaccia oltre,  ben oltre il mondo di mezzo ed il mondo di sopra visibile, sul mondo di sopra “coperto” e sulle sue strategie.

Posted on 6 dicembre 2014 by 

fisches 2jpg
L’occasione di questa prefazione analisi breve è un articolo fattoci pervenire,  che  pubblichiamo,  di seguito,  e che prima di alcune nostre “mere” “correzioni” e integrazioni era stupendo ……. :D  “MAFIA-CAPITALE” non è TANGENTOPOLI 2, non è un MAXI PROCESSO a cupola criminale, men che meno ha la ridicola pretesa di essere quella “NUOVA NORIMBERGA” (?!)  partorita come slogan “imitato”  in ambienti … Continua a leggere 

 

COMUNICATO DEL CDD SU “MONDO DI MEZZO” e MONDI DI SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. 

Posted on 4 dicembre 2014 by  

dago dago 2
Il procedimento penale gestito e portato a compimento del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone su un cemento criminale di poteri, affarismi, corruttele e attività in parte solo coperte da servizi e uuficiali deviati, anche se ancora connotato essenzialmente nelle componenti tangentizie e affaristiche da “mondo di mezzo” di  una   mafia-capitale organizzata a  stampo criminale,  costituisce in sè una notizia … Continue reading 

1990 La calata a Roma e via Poma – 1992 Anche una trama solo romana e la ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi 1995 Un agguato disciplinare inventato e miseramente fallito e tre missionarie ..

Posted on 30 novembre 2014 by  

piazzale clodio
1990 La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed “altro”  1992 Una trama,  non solo romana,  anche intorno al magistrato Paolo Ferraro. La fallita scalata alla Corte Costituzionale e la ritirata di Marco Pivetti e Agnello Rossi. 1995 Un piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti ed un agguato disciplinare assurdo, fallito.  AVVERTENZA. Ogni apparente divagazione e introduzione di vicende, Continue reading 
 

 

PROTOCOLLI PROFILAZIONE e GESTIONE OPERATIVA. UNA  parodia di protocolli e metodi reali.

Posted on 21 novembre 2014 by 

Franceesco Bruno belzebù
Nell’articolo che precede abbiamo illustrato la “gestione manipolatoria a struttura deliroide condivisa” e il ruolo della psichiatria e delle scuole giuridiche che chiamo, per intenderci, “neocausidiche”, dando indicazioni sintetiche sul caso Ferraro . Oggi trattiamo mediante logica, delle fondamenta di protocolli, profilazione e gestioni operative: l’anima delle attività coperte e deviate di apparati di potere sotteranei o segreti, come nuova strumentazione più sofisticata anche … Continue reading 

 

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. 

I MAGISTRATI POLITICI E MINISTRI TRATTATI DALLA PSICHIATRIA DI APPARATO DEVIATO A ROMA SESTO AUDIO inedito 

Posted on 21 novembre 2014 by 

santandrea 2
PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei … Continue reading 

 

IL QUINTO VIDEO AUDIO. La centrale operativa di Parioli Corso Trieste. AVV. MArco Ferraro Luigi Cancrini e gli altri.

Posted on 15 novembre 2014 by 

IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

Posted on 12 novembre 2014 by  

pierfranco
IL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo  male, inorridendo. Nel corso della … Continue reading 

Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO .

Posted on 6 novembre 2014 by 

 

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle più idiote … Continue reading 
 

UN SECONDO VIDEO AUDIO INEDITO.PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Bruno e i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e gli psichiatri che “inviavanoMAIL”.

Posted on 4 novembre 2014 by  

PASQUETTA 2011 IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali Fiorella Vallini Bruno e i magistrati deviati a Roma - YouTube
PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Francesco Bruno, i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e nell’ombra gli psichiatri che “inviavano MAIL”. LA PISTA FAMILIAR PSICHIATRICA. (Per l’analisi di quadro che chiarisce come la vicenda apparentemente familiare e personale non sia che un frammento criminale di un ordito si rinvia al documento 2 della … Continue reading 
 

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

Posted on 1 novembre 2014 by  

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati … Continue reading 

IL COLPO DI STATO STRISCIANTE E LA GRANDEDISCOVERY

Posted on 27 ottobre 2014 by  

0129 G IL COLPO DI STATO STRISCIANTE E LA GRANDE DISCOVERY on Vimeo (1)
Nel lontano giugno 2011, e riprodotta in rete, una esilarante performance comica che indicava per linea di massima il vero golpe strisciante e sembrava “curiosamente” mandare una sorta di critica allarme. Si noti l’accento camorrista e campano del comico : una scelta lucida ed evidentemente correlata alla vera matrice eversiva del tutto , esattamente ricostruito e denunciato dal CDD. Da tre … Continue reading 
 

IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO. (con didascalia  ed  analisi delle vicende più direttamente istituzionali con link alla integrale documentazione),

IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO. (con didascalia ed analisi delle vicende più direttamente istituzionali con link alla integrale documentazione),

IL CASO IL CASO FERRARO, I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO… (Leggi tutto)

NEL NOME DI MAGISTRATURA E PSICHIATRIA DEMOCRATICA. Ma Grillo non ne parla nemmeno.

Posted on 11 ottobre 2014 by  

LUTWACK
UNA SETTA APPARATO COPERTO OPERANTE NEL NOME, SOTTO IL NOME E CONTRO IL NOME DI MAGISTRATURA DEMOCRATICA E DI PSICHIATRIA DEMOCRATICA. DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO IN POI L’apparato a struttura settaria segreta che ha progressivamente egemonizzato MAGISTRATURA DEMOCRATICA a partire dagli anni novanta: la medicina sociale, i progetti di settore, e il gruppuscolo pilotato dai servizi di LOTTA … Continue reading 
 

TUTTI I DOCUMENTI E PROVE DEL CDD (2 elenchi in coda ) . PLAYLIST INTEGRALE DEI 200 VIDEO CONFERENZE INTERVISTE E DIBATTITI all’ottobre 2014

Posted on 6 ottobre 2014 by  

CDD GRANDE DISCOVERY (2)
La partita si gioca sensibilizzando le quote residue degli apparati legali e non deviati dello Stato e se così non fosse avremmo già perso in partenza, combattendo contro un apparato illegale che ha assommato la forza dello Stato deviata, la forza militare anche internazionale, la forza criminale della grande criminalità organizzata, la potenza degli apparati psichiatrico sociali magistratuali costruiti sotterraneamente … Continue reading 
 
 
 

IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO. 

(con didascalia ed analisi delle vicende più direttamente istituzionali con link alla integrale documentazione),

Posted on 16 settembre 2014 by  

p (3)
IL CASO FERRARO, I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO.(su altervista.org) (su Evernote) [ N.B. in coda didascalia ed analisi delle vicende più direttamente istituzionali con link alla integrale documentazione e la petizione pubblica . Ma dobbiamp spiegare che la vicenda oltre ad avere pregressi noti si correla ad una analisi generale . Senza quelli e questa non saremmo …Continue reading 
 

LA VERITA’ QUANDO SI TRATTI DI FATTI IN SOSTANZA EVERSIVI E CERTAMENTE CRIMINALI NON PREVEDE RESE NE’ ARRETRAMENTI. LA GENTE CHE E’ FUORI DALLE ISTITUZIONI PRIMA O POI CAPIRA’.

Posted on 15 settembre 2014 by  

Paolocaffè24
LA VERITA’ NON PREVEDE RESE NE’ ARRETRAMENTI . ” Stimato prof. , di seguito alla presente le invio una ennesima sintesi, molto apprezzata e chiara su tutte le vicende, con adeguate e complete indicazioni didascaliche in calce. Come dati “tecnici” da lei richiesti le indico su banca dati, visionabili e scaricabili: PRIMA FASE ( sequestro di persona del 2009 … Continue reading 
 

I CINQUE ARTICOLI DI CORSERA E I TRE ANNI DELLA GRANDEDISCOVERY sugli apparati coperti convolti nella storia degli ultimi venticinque anni . UN omaggio anche al magistrato Paolo Adinolfi .

Posted on 11 settembre 2014 by  

CORSERA MAGAZINE - CARMELA MELANIA REA OMICIDIO SACERDOTESSE DEL SESSO E RITI SATANICI L'INTERVISTA AL SOSTITUTO PROCURATORE PAOLO FERRARO
A distanza di tre anni riproponiamo i cinque articoli di CORSERA.IT rilevando che essi erano attenti al profilo “organizzatorio” e, avendo il cronista , sbalordito ma non tanto , ben ascoltato i file audio della Cecchignola, mettevano in risalto ciò che più direttamente emergeva dal diretto ascolto e dal vaglio delle presenze non secondarie nel nucleo della Cecchignola. Nel frattempo la ordinanza del GIP Cirillo di Teramo …Continue reading 
 

IL RUOLO DEGLI APPARATI DEVIATI DELLA MAGISTRATURA , DEI SERVIZI , DELLA PSICHIATRIA DI APPARATO DELLE ELITE MILITARI DEVIATE E DEI POLITICI COLLEGATI NELLE STRAGI DEL 1992 E NELLA REALIZZAZIONE DEL PROGETTO SOTTERRANEO .

Posted on 10 settembre 2014 by 
Borsellino
La “trattativa” non era che una richiesta di “pagamento a stato di avanzamento lavori “. Falcone e Borsellino sono stati uccisi dagli apparati deviati dello Stato usando la Mafia come autore materiale , ed anche partecipando alla esecuzione materiale con materiale e presenza “tecnica ” . La posta in gioco era fermare la DNA e le analisi ed intuizioni strategiche di … Continue reading 
 

Non Era Basaglia : E’ il PROGETTO TAVISTOCK.

Posted on 7 settembre 2014 by  

John Reese
Non Era Basaglia : E’ il PROGETTO TAVISTOCK. [ N.B. Nel corpo della conferenza trasmissione vengono citati vari articoli precedenti Tra questi l’articolo importante ” Sessanta secondi svelano …” http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/03/sessanta-secondi-svelano-attentamente.html e gli articoli precedenti dedicati al TAVISTOCK e i documenti e dati sulle prove sui fatti della CEcchignola con integrale contestualizzazione dei dati audio nonchè le analisi sul progetto sotterraneo nel nostro … Continue reading

UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO : Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero.LE SINTESI DAL 1992 al 2014

Posted on 14 agosto 2014 by 

‘Mai senza gli americani’

Posted on 31 luglio 2014 by  

curriculm-agente-segreto-e1406570630135
‘Mai senza gli americani’ Articolo Di Michele Franceschell tratto dal blog  statopotenza e pubblicato il 28 luglio 2014 “Mai senza gli americani” è il titolo di un articolo (pagine 183-188) apparso sull’ultimo numero della rivista Limes dedicato ai servizi segreti, firmato con lo pseudonimo Mazarinus. L’articolo in questione non ha peli sulla lingua nel trattare un argomento delicatissimo (per questo l’uso dell’anonimato?) e tenuto il …Continue reading 
 

RITROVANDO NOTIZIE (preziose) SULLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 e 5/12 grandediscovery

Posted on 31 luglio 2014 by 
Maria  Monteleone
LAINDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY . ( Riedizione implementata al 1° gennaio2014 , IN CODA SINTESI E LINK PER TUTTE LE VICENDE AMONTE ED A VALLE ) I passaggi di quadro afferenti LA GRANDEDISCOVERY, ALLA LUCE DEI DATI EMERSI, RITROVANDO NOTIZIE ( preziose ) SULLA INDAGINE ” FIORI nEL FANGO” a ROMA , RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 … Continue reading 
 

UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO PER ANNIENTARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO (Parte 1)

Posted on 31 luglio 2014 by 
ferrara
UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO(ANCHE PROGETTATO DA TEMPO?!) – Prima Parte – In questo articolo vedremo un esempio di “trattamento” di un uomo “scomodo”, secondo la tecnica indicata dallo stesso Luttwak nel suo “Strategia del colpo di Stato”: il tentativo di annientamento della persona “scomoda” attraverso la pista psichiatrica, il mobbing in ambito lavorativo e il tentativo di distruzione dei rapporti familiari … Continue reading 
 

FIRMIAMO TUTTI E CONDIVIDIAMO OVUNQUE! IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO TORNI A FARE IL MAGISTRATO!

Posted on 2 luglio 2014 by 
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FIRMIAMO TUTTI E CONDIVIDIAMO OVUNQUE! ABBIAMO AGGIUNTO PETIZIONE SU CHANGE.ORG … PER OGNI FIRMA UNA MAIL ARRIVA AL MINISTERO! FIRMIAMO IN MASSA!!!! E CONDIVIDIAMO!!! https://www.change.org/it/petizioni/sig-ministro-di-giustizia-il-magistrato-paolo-ferraro-torni-a-fare-il-magistrato FIRMIAMO TUTTI E CONDIVIDIAMO OVUNQUE! PETIZIONE https://www.change.org/it/petizioni/sig-ministro-di-giustizia-il-magistrato-paolo-ferraro-torni-a-fare-il-magistrato IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO TORNI A FARE IL MAGISTRATO! Le istituzioni non si debbono privare di un magistrato indipendente e professionale, colpito con strumenti subdoli ed artificialmente costruiti per aver … Continue reading 
 

DEBUNKER, GATEKEEPER, TROLL : il controllo delle conoscenze su INTERNET e il metodo tavistock (INSTITUTE OF HUMAN RELATIONS)

Posted on 2 luglio 2014 by 
Alan Greenspan
DEBUNKER, GATEKEEPER, TROLL : il controllo delle conoscenze su INTERNET e il metodo tavistock ( INSTITUTE OF HUMAN RELATIONS ) http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/06/debunker-gatekeeper-troll-il-controllo.html I precedenti articoli su TAVISTOCK , controllo sociale e culturale e creazione del metodo e della pseudo ideologia complottista http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/05/i-complottavistockiani.html http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/05/super-tavistock-il-tavistock-in.html http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/04/non-era-basaglia-e-il-progetto-tavistock.html http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/01/le-nuove-termopili-oi-magoi.html trovano nel pezzo che segue, integralmente ripreso, una ulteriore ma …Continue reading 
 

VICENDA DEL MAGISTRATO PAOLO FERRARO: LA PROVA DEL GOLPE SCIENTIFICO TARGATO TAVISTOCK.

 

INTERVISTA SIGNINI
dal blog CDD ITALIA LIBERA Era il 24 novembre del 2008 quando il magistrato Paolo Ferraro denunciò episodi avvenuti tra l’8 ed il 18 novembre nell’appartamento situato nella città militare della Cecchignola dove conviveva da maggio dello stesso anno con donna, moglie separata di sottoufficale dell’esercito impiegato allo stato maggiore della difesa, a sua volta presentatagli (reiteratamente ) da magistrato … Continue reading 

SUPER TAVISTOCK. Il TAVISTOCK in generale e la metodologia e finalità Tavistock in un caso concreto emblematico

John Reese
SUPER TAVISTOCK. Il nostro approccio meno “cospirazionista” nei toni e più attento , ovviamente, alle dinamiche concrete, ed all’utilizzo degli strumenti, deriva dalla ricostruzione da noi operata mediante la semplice attenta osservazione della vicina concreta realtà e dall’attenzione a fornire prove direttamente apprezzabili .. L’articolo “sessanta secondi” e le specificazioni successive nei successivi articoli , che riproduciamo di seguito, in … Continue reading 
 

I COMPLOTTAVISTOCKIANI PROFESSIONALI SEMIPROFESSIONALI DILETTANTI. Quelli Laici, quelli “OI MAGOI”, quelli de “la politica indipendente siamo solo noi” .

 

Alan Greenspan
AD UNA TURBOLENZA ECONOMICA – FINANZIARIA ARTEFATTA o DA GESTIRE CORRISPONDE UNA TURBOLENZA SOCIALE FATTA AD ARTE PER GESTIRE I FENOMENI SOCIALI DERIVATI PREVEDIBILI . Nell’era del progetto Tavistock “coprire” la controinformazione e la temuta diffusione di notizie vere e prove , è ovviamente un frammento dell’attività dell’apparato , diremmo addirittura essenziale . Così come l’agitare e gestire temi deve … Continue reading 
 

Magazine Carabinieri d’Italia intervista Paolo Ferraro

Posted on 6 maggio 2014 by 
1-1
Articolo pubblicato nell’edizione cartacea novembre/dicembre2011 del Magazine Carabinieri d’Italia, e mai reperito in rete. Lo scorso 16 giugno, il Consiglio Superiore della Magistratura, con procedura d’urgenza, ha deliberato il collocamento in aspettativa per infermità d’ufficio, per quattro mesi, con decorrenza immediata, del P.M. Paolo Ferraro, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma. [seguiranno nell’ordine ulteriori provvedimenti del CSM: 10 ottobre 2011 provvedimento di collocamento in … Continue reading 
 

Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti

p (3)
Sessanta secondi svelano, attentamente valutati, più di mille documenti Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare. Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di …Continue reading 

 

 

Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE

Posted on 12 marzo 2014 by  

Jesus FRanco
Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Partecipate commentando e valutando ( in astratto ed in anonimo) secondo logica e criteri : è un gioco serio e si chiama accerchiare insieme con intelletto e coraggio il “pergamentum” che si è incistato nel cuore dello Stato ). PARTE PRIMA. Alle 00.05 del 14 gennaio 2014 si … Continue reading 

AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA ANDREA ORLANDO MISSIVA del dott. Paolo Ferraro

Posted on 26 febbraio 2014 by  

il_caso_ferraro
AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA centrocifra.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al Capo di Gabinettocapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al vice Capo di Gabinettovicecapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c.responsabiletrasparenza.gabinetto@giustizia.it Alla Direzione Generale Magistrati dgmagistrati.dog@giustizia.it Signor Ministro, Lei non mi conosce, se non come mi conosce ormai una significativa parte informata del paese, e questo La solleva da ogni possibile equivoco o polemica … Continue reading 
 

RACCOMANDATA A FIRMA DI NICOLETTA GANDUS E DELLA COMMISSIONE PROBIVIRI DI MD . RISPOSTA

Posted on 17 febbraio 2014 by RACCOMANDATA A FIRMA DI NICOLETTA GANDUS E DELLA COMMISSIONE PROBIVIRI DI MD in data 25 gennaio 2014 . RISPOSTA Con richiesta di pubblicazione della lettera e dell’allegato Non so se sia tu la Nicoletta di MD . Mi è arrivata “a presa per il ” o a “messaggio implicito ” o per errore la raccomandata con la quale mi viene chiesto se Paolo Ferraro, … Continue reading 

 

LA ROSA DEI VENTI: 1974 OS e Tempio di Set – 2014 Super Gladio e Dragon Rouge

Posted on 11 febbraio 2014 by  

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di Marco ATTARD Nel mese di Febbraio 2009 per conto della Longanesi & C fu finito di stampare un giallo politico dal titolo “Colle Fatale” scritto da un Anonimo Romano informato sui fatti, autore del quale si sanno solo due cose, proprio perché anonimo e intenzionato a restarlo,: che (come si evince dal libro) conosce bene gli ambienti e i … Continue reading 

Posted on 7 febbraio 2014 by  

INTERVISTA SIGNINI
Le strategie eversive Paolo Ferraro. INTERVISTA. Tratteggiati percorsi e storia , metodologie e ruoli, progetti e tecniche. Gli ultimi 35 anni della storia italiana : da Moro attraverso Falcone ai giorni nostri. “Qualcuno” aveva commentato in facebook spiritosamente “oggi massimo livello di intelligence “… Forse è allora arrivato il momento di capire che intorno alla vicenda di Paolo Ferraro si … Continue reading 
 

LA SOVRANITA’ IN UNA STRATEGIA NON ELITARIA O INFANTILE. STRABISMO E ‘ IPERMETROPIA PERPETUANO LA SCONFITTA .

Posted on 2 febbraio 2014 by LA SOVRANITA’ IN UNA STRATEGIA NON ELITARIA O INFANTILE . STRABISMO ED IPERMETROPIA PERPETUANO LA SCONFITTA . Non è possibile “riprendere” la/e sovranità e ragionare alla rovescio. Dire in buona sostanza “se risolviamo il problema il problema e tutti i problemi sono risolti”, costituisce uno strabismo concettuale impressionante ma concretamente vuol dire anche dare in pillole concetti, solo per creare reazioni e spinte “utilizzabili”. … Continue reading 
 

LE NUOVE TERMOPILI . “OI MAGOI“ IL FASCINO IPOCRITA E MANIPOLATORIO DELL’ ESOTERISMO ed IL PROTOCOLLO “PETTEGOLO”

Posted on 2 febbraio 2014 by 
Jesus FRanco
“OI MAGOI“ IL FASCINO DELL’ESOTERISMO ed IL PROTOCOLLO “PETTEGOLO”. Il mondo falso manipolatorio ed ipocrita della esoteria pseudocomplottista, legato ad apparati eversivi che nasconde. SONO UNA MINORANZA in via di isolamento. DIFFAMANO, spettegolezzano in piccole falangi pseudo-militanti estremamenteristrette. VENGONO chiamati a partecipare al rito denigratorio solo ogni tanto e in dieci, quindici, venti, si presentano sotto un post ad inventare illudendosi di poter ingannare ancora la …Continue reading 

SIAMO AL REDDE RATIONEM

Posted on 2 febbraio 2014 by  

MAIL 2 Alla cortese attenzione dei giornalisti e intellettuali che vorranno mostrare coraggio e rigore assumendo le questioni e la vicenda come necessarie alla informazione del paese.

Posted on 2 febbraio 2014 by  

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UNA TRA LE INCHIESTE IN ESCLUSIVA PIU’ GRANDI PRONTA ED A PORTATA DI CLICK … E DI MERO AMORE PER LA LIBERA PROFESSIONE DELLA INFORMAZIONE ( VERA ) E PER LE ISTITUZIONI ( COMMISSIONE ) . Per leggere ascoltare prove audio in rete e diffondere e spiegaro ovvero capire che si può tranquillamente rimanere immobili anche se si è fatto … Continue reading 

MONDO TAVISTOCK COLLOQUIO REGISTRATO A PROVA. PAOLO FERRARO ATTENZIONATO DAL 1977 PER INTELLIGENZA E CAPACITA’ . SI INFRANGE SULLA NOTA VICENDA UN INTERO PERCORSO STORICO COPERTO .

Posted on 22 gennaio 2014 by  

Paolo Ferraro 1974 1980
PAOLO FERRARO ERA ATTENZIONATO DAL 1977 . SI INFRANGE SULLA NOTA VICENDA UN INTERO PERCORSO STORICO COPERTO CHE RIGUARDA TUTTI . MONDO TAVISTOCK: COLLOQUIO REGISTRATO, A PROVA. 111 MONDO TAVISTOCK COLLOQUIO REGISTRATO A PROVA. PAOLO FERRARO ATTENZIONATO DAL 1977 from CDDpaoloferraro on Vimeo. Paolo Ferraro (magistrato) Scheda storia vicenda a monte ed a valle , progetto. La grandediscovery. Continue reading 
 

A Socrate, più sano e vegeto che mai, l’ennesima coppa, tempestata di gemme , orlata di miele e contenente l’ultimo veleno insidioso, incolore ed insapore

Posted on 22 gennaio 2014 by  

socrates-seeking-alcibiades-in-the-house-of-aspasia
AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA Prefetto Annamaria Cancelliericentrocifra.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. AL Capo di Gabinetto Renato Finocchi Ghersi capo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al vice Capo di Gabinetto Roberto Mucci vicecapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. dott.ssa Maria Laura Paesano responsabiletrasparenza.gabinetto@giustizia.it Alla Direzione Generale Magistrati dgmagistrati.dog@giustizia.it Al dott Giovanni Ariolli giovanni.ariolli@giustizia.it Alla dott.ssa Daniela Francavilladaniela.francavilla@giustizia.it OGGETTO … Continue reading 
 

Paolo Ferraro (magistrato) VOCE Scheda storia vicenda a monte ed a valle, progetto. La grandediscovery

Posted on 22 gennaio 2014 by  

Paolo Ferraro  magistrato  SCHEDA STORIA VICENDA A MONTE ED A VALLE, PROGETTO
Paolo Ferraro (magistrato) Scheda su EVERNOTE storia vicenda a monte ed a valle , progetto. Paolo Ferraro (Roma, 23 luglio 1955) è un magistrato italiano. I BREVE CURRICULUM E PARERI II LA VICENDA A MONTE III LA VICENDA A VALLE IV. LO STATO DELLA VICENDA IN ATTESA DI EVENTUALI SVILUPPI V. FONTI INFORMATIVE BASE Paolo Ferraro (magistrato) Scheda su EVERNOTE storia … Continue reading 
 

QUELLO CHE TEME UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE NIENTE AFFATTO INVINCIBILE. DISVELATA DEFINITIVAMENTE STRUTTURA E GLI INTRIGHI CRIMINALI A PARTIRE PROPRIO DAL CASO PAOLO FERRARO E DALLA GRANDE DISCOVERY

Posted on 13 gennaio 2014 by 
CDD UNIONE on Vimeo (2)
UNA COMPLESSA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE APPARENTEMENTE ( SOLO ) INVINCIBILE , composta ai vertici da colletti bianchi opportunamente infiltrati e gestiti, in particolare appartenenti al medesimo potere giudiziario che dovrebbe accertarne natura e reati , assommando alla autorevolezza che le deriva dalla immagine del potere medesimo, la forza intimidatrice ed omertosa che nasce dal condividere e gestire potere ed attività riconducibili ad alcuni vertici … Continue reading 

STEFANO PESCI VERTICI MILITARI MAGISTRATURA ROMANA DAL1985 AD OGGI. PER LA COMMISSIONE DI INCHIESTA E LE INTERROGAZIONI PARLAMENTARI CHE SQUARCERANNO LE NEBBIE DEL “PORTO DEI RIFIUTI NOCIVI E MORTALI”

Posted on 3 gennaio 2014 by  

Stefano Pesci
UNA INFORMATIVA STRUMENTO DA DIFFONDERE IN TUTTA LA RETE E DA CONDIVIDERE E FAR DIFFONDERE E CONDIVIDERE OVUNQUE. STIAMO INSIEME PORTANDO A TERMINE LA GRANDEDISCOVERY E CHIEDO A TUTTI LO SFORZO DI CINQUE MINUTI AL GIORNO PER CIASCUNO . POCHI CLICK E IL COPIA ED INCOLLA DI QUESTO BREVE MESSAGGIO CONSENTIRANNO A TUTTI DI SAPERE OVUNQUE .. IN RETE E … Continue reading

QUADRA NEI MINIMI PARTICOLARI . NON E’ UN ” GOMBLOTTO ” E’ UNA TRA LE PIU’ GRAVI MANOVRE ORCHESTRATA A DANNO DI UN MAGISTRATO ECCELLENTE, ORA PUBBLICA, E DALLA QUALE E’ SCATURITA LA GRANDE DISCOVERY

 

drago_di_komodo
Cara Solange, stimata,  il tuo prezioso scritto , viene da me oggi ripubblicato, di seguito, per la importanza delle informazioni, corroborate da documento ed indicazione certe, ma anche per porgerti un paio di quesiti che trovo esilaranti, anche se riferiti a fatti e contesti veri.     Alberto Sordi diventa massone   1. MASSONERIA GIURIDICA E NON, SCELTE CONDIVISE, SONNO … Continue reading 

Francesco Bruno
TRITTICO : BANDO ALLE CIANCIE,  UN GIUDICE CONTENTO ED UN PROFILO ARTIFICIALMENTE INVENTATO ( O ANCHE PROGETTATO da tempo ?! ) N.B. Per chi non conosce le vicende a fine articolo vi è un sommario con chiarimenti e rinvii [ Il contenuto del presente articolo , appositamente sottoscritto, integra il contenuto della denuncia/querela cui è allegato. ] I  .BANDO ALLE CIANCIE Il … Continue reading 

 

 IL CASO PAOLO FERRARO E IL CASO MELANIA REA TRASCRITTO DA TRE STUPENDI ARTICOLI PUBBLICATI A FIRMA DI ENRICA PERRUCCCHIETTILUCIANO GAROFOLI e MARCO ATTARD

Posted on 25 agosto 2013 by 

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Una penna sublime, una conoscenza profonda, uno studio attento ed una giornalista intellettuale di primissimo ordine per un articolo in tre parti del 2011, eccezionale. Con una precisazione sulla terza parte, dovuta, ad Enrica. Le parti uno e due sono state pubblicate sulla rivista XTIMES nell’autunno del 2011 , la terza su sito in rete nel 2012 … Continue reading 

UN INTRECCIO SCIOLTO ED UNA RINCORSA DISPERATA. LA PROCURA DI ROMA SAPEVA TUTTO, MENTRE TENTAVA DI COPRIRE QUELLO CHE ERA STATO FATTO A PAOLO FERRARO E QUELLO CHE AVEVA ANCHE DI ULTERIORE SCOPERTO PAOLO FERRARO .

Posted on 21 maggio 2013 by 


Pedofilia, coinvolti anche 5 sottufficialiNell'inchiesta che ha p ortato all'emissione di 32 ordinanze di cust... - l'Unità.it
PEDOFILIA ESOTERISMO MILITARI, CASTE DEVIATE , PROFESSIONISTI POLITICI  E ALTRO NELLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY .   UN INTRECCIO SCIOLTO ED UNA RINCORSA DISPERATA.  LA PROCURA DI ROMA SAPEVA TUTTO,   MENTRE TENTAVA DI COPRIRE QUELLO CHE ERA STATO FATTO A PAOLO FERRARO E QUELLO CHE AVEVA ANCHE DI ULTERIORE SCOPERTO PAOLO FERRARO .  RICAPITOLO … Continue reading 

 

13 LA SCONVOLGENTE MEMORIA INTEGRATIVA AL TAR del 15 aprile 2013 CHE SVELA L’INTERA MACCHINAZIONE Posted on 16 aprile 2013 by 

Con il presente atto, la difesa del Dott. Paolo Ferraro preliminarmente dichiara di riportarsi a tutti i propri precedenti scritti difensivi, segnatamente al ricorso introduttivo del giudizio,insistendo per l’integrale accoglimento delle conclusioni tutte iviriportate, ivi compresa la domanda di annullamento degli atti tuttiimpugnati, e la domanda di sospensione dell’esecuzione deimedesimi. Ad integrazione di quanto in precedenza dedotto e richiesto, si … Continue reading 

9. Una malattia chiamata indipendenza libertà e fedeltà ai valori ed alla Costituzione . Siamo inguaribili .

Posted on 15 dicembre 2012 by A chi ha scritto il pezzo reintitolato da me ” UN GLADIO NEL VENTRE DELLA DEMOCRAZIA”,   ad L.G. , che  per un buffo caso del destino ha per iniziali di nome e patronimico, “L”egge e “G”iustizia , mando un saluto affettuoso pubblico;  ma lo mando anche anche ai destinatari della  lettera di non/dimissioni al CSM,  affinchè prendano esempio da chi … Continue reading 


8. Paolo Ferraro doveva essere vicino, molto vicino, a scoprire un mistero politico militare gelosamente custodito da anni nel nostro paese, e non solo: l’esistenza di una nuova P2, ben più pericolosa della precedente (forse è sempre la stessa, ma nella sua vera consistenza) e tutt’ora “vivente ed operante”

Posted on 21 novembre 2012 by 

Non bisogna tralasciare quanto serie e, da prendere in considerazione, sono state le sue indagini a proposito di questa misteriosa setta segreta. Addirittura era riuscito in qualche modo a trovare, anche se solo a livello di ipotesi, collegamenti con l’omicidio di Melania Rea, omicidio per cui nei giorni scorsi i giudici hanno richiesto la massima pena detentiva per il marito, … Continue reading  


7. LA CORDATA “PAPE’ … ALEPPE “ E IL CONTROLLO DI LEGALITA’ INVERTITO DELLA ECONOMIA, DELLA INFORMAZIONE , DELLA SOCIETA’ E DELLA FAMIGLIA.

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LA CORDATA “PAPE’ … ALEPPE “ E IL CONTROLLO DI LEGALITA’ INVERTITO DELLA ECONOMIA, DELLA INFORMAZIONE , DELLA SOCIETA’ E DELLA FAMIGLIA. 1. IN ORIGINE C’ERA IL CAOS PROGRAMMATO ED IL PROGETTO STRISCIANTE, ALL’OPERA DA DECENNI . UNA FIABA COLMA DI RISCONTRI LETTERARI . ALLE PROVE CI ABBIAMO GIA’ PENSATO. “ Prima ci fù il governo monocratico democristiano , poi venne … Continue reading 

6. THE PAOLO FERRARO’S TRUMAN SHOW NUMBER TWO STORY. GRANDEDISCOVERY VERSO UNA NUOVA NORIMBERGA



PAOLO FERRARO’S STORY.  THE TRUMAN SHOW NUMBER TWO ED UNA  ASSOCIAZIONE SEGRETA. GRANDEDISCOVERY VERSO UNA NUOVA NORIMBERGA . Mai titolo fu più appropriato e ovviamente mai era sta tentata da nessuno la ricostruzione di attività di occulto o segreto o meno visibile “attenzionamento”,  legandole ad una analisi generale, inscindibilmente,  ed indicando con metodi empirici e non “politico-culturali” , solo,   una  associazione … Continue reading 

5. MEMORIA ESPOSTO FINALE DEL 3 Novembre 2012 . UN ORDITO FANTAPOLITICO ORWELLIANO SI RIVELA THRILLER NOIR. CRIMINI COMPLOTTI METODOLOGIE E CORDATE

Posted on 3 novembre 2012 by 

 


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UN ORDITO FANTAPOLITICO ORWELLIANO SI RIVELA THRILLER NOIR http://paoloferrarocddgrandediscovery.blogspot.it/2012/11/la-grande-discovery-due-svelati-trame.html L’odierna  MEMORIA ESPOSTO FINALE del 3 Novembre 2012, unitamente all’ESPOSTO/MEMORIA/DENUNCIA  del 9 marzo 2012 ,  porta definitivamente alla luce  un ordito  “fantapolitico  orwelliano”,  rivelatosi un ” thriller noir poliziesco con trame locali, nazionali ed internazionali”. Si tratta in realtà di fatti tutti  veri, pubblicamente svelati, che forniscono una  prova concreta e dal concreto,  della esistenza … Continue reading 

4. MEMORIA ESPOSTO DEL 9 OTTOBRE 2012. UNA “OSCURA VICENDA “.”ILLUMINATA”. IL CASO FERRARO DA P.LE CLODIO ATTRAVERSO CAPACI SINO ALLA CECCHIGNOLA ED OLTRE .

Cecchignola
BROGLIACCI AUDIO CECCHIGNOLA NUOVA VERSIONE CON ULTERIORE LETTORE PLAYER INCORPORATO  E POSSIBILITA’ DI DOWNLOAD DAL BLOG ALTERVISTA   http://cddgrandediscovery.altervista.org/184/ A distanza di tre anni nuovi approfondimenti ed una completa contestualizzazione consentono  di immettere i quattro video incorporati più aventi , di seguito, che “si spiegano” da soli o vengono abbondantemente illustrati con contestualizzazione ovvero con didascalie . Le registrazioni e trascrizioni del post … Continue reading 

2. LA GRANDE DISCOVERY, PISTA FAMILIARE . USO ETERODOSSO DEL DIVORZIO

Silvia CanaliLe seguenti considerazioni concernono  vicende generali che inquadrano non solo quanto fatto in danno del dott. Paolo Ferraro,  individuando  chi abbia partecipato alle relative attività, ma altresì illuminano la importanza di quanto scoperto e denunciato ( di percepibile riflesso a prescindere  dal vaglio oggettivo dei fatti e coinvolgimenti denunciati ),  infine illustrando in breve sintesi la portata più  generale di … Continue reading 

1. LA GRANDE DISCOVERY. MEMORIALE DEPOSITATO il 7 marzo 2011


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MEMORIALE   CON ALLEGATI A CORREDO DENUNCIA, DEPOSITATO IL 7 MARZO 2011 presso la Procura Tribunale di Perugia ed integrato con annotazioni relative all’avvio della procedura in danno del dott. Ferraro Paolo per “dispensa dal servizio ”  .    Il memoriale è integrato con elementi, di storia, personali ( in note in calce .. nel blog ) , ma sempre …Continue reading 

 


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COMUNICATO DEL CDD SU “MONDO DI MEZZO” e MONDI DI SOPRA NON VISIBILI O COPERTI. UN DICEMBRE EVERSIVO GESTITO ?!

Il procedimento penale gestito e portato a compimento del Procuratore di Roma Giuseppe Pignatone su un cemento criminale di poteri, affarismi, corruttele e attività in parte solo coperte da servizi e uuficiali deviati, anche se ancora connotato essenzialmente nelle componenti tangentizie e affaristiche da “mondo di mezzo” di  una   mafia-capitale organizzata a  stampo criminale,  costituisce in sè una notizia forte e  positiva, e foriera di possibili sviluppi addirittura  ben più importanti.  
Ciò a prescindere  dai nomi di due dei tre PM che sotto il coordinamento dell’Aggiunto PM gestiscono l’indagine, ed indipendentemente dalla circostanza che la indagine interessa  proprio un intero arco politico corrotto: il chè potrebbe evocare  per l’appunto lo schema, tramite la politica corrotta ed appositamente infiltrata, della distruzione  del sistema costituzionale    e, tramite la gestione della repressione successiva, della realizzazione del processo che porterebbe  mediante le necessarie tappe intermedie alla nuova forma di potere costruita su ben altri livelli eversivi, strategicamente e storicamente orientati. 
Percorso,  fenomeno riemerso e sua messa allo scoperto, sono fatti “intrinsecamente” multiformi .. e a noi il compito di percepirne ed agevolarne la matrice più intrinsecamente legalitaria.
Resta un disegno lontano e pericoloso,  in parte fuori dagli orizzonti della inchiesta , che tuttavia ne lambisce metodi, ruoli , strumentazioni e contatti necessari,    anche a quegli altri fini che hanno determinato la scelta di tentare di “distruggere” Paolo Ferraro”.
E’ anche a quel mondo di mezzo  connesso al nucleo tangentizio e più macroscopicamente criminale nel settore pubblico infiltrato, che dobbiamo in una quota non irrilevante ciò che è potuto accadere a chi scrive,  e la operazione Marrazzo, ad esempio.  
Ma il”mondo di mezzo” non esaurisce il mondo di sopra visibile e quello non visibile, e la nozione antropologico criminale da criminalità organizzata romana intrecciata da sempre ad attività deviate, dà solo la stura alle analisi e indagini possibili successive. 
E già la stampa pià seria va dando conto della intera potenziale portata del tutto, con riserve ma con apertura totale. (* vedi note in calce 

NON VI FATE TUTTAVIA TRARRE IN INGANNO.

La buona fede totale nelle indagini emergerà se e quando si arriverà ai nodi di tutti  questi basamenti criminali.  E ad eventuali diretti od indiretti coinvolgimenti ed utilizzi anche da parte di persone interne ai due mondi di sopra: ad uno di tali mondi, coperto,  appartiene anche una componente di coloro che hanno generato la repressione legale, pur dovuta. (* vedi note in calce 

Foto tratta dall’articolo pubblicato al link indicato in didascalia nel sito DAGO SPIA: 


” UNA FOTO CHE PARLA PIU’ FORTE DI MILLE PAROLE. SEDUTO AD UN ALTRO TAVOLO BRILLA IL PREGIUDICATO LUCIANO CASAMONICA. IN PRIMO PIANO SI VEDONO 2) GIULIANO POLETTI, OGGI MINISTRO DEL LAVORO 3) FRANCO PANZIRONI, EX AD DELLA MUNICIPALIZZATA DEI RIFIUTI (AMA) 4) UMBERTO MARRONI, DEPUTATO PD 5) DANIELE OZZIMO, EX ASSESSORE ALLA CASA NELLA GIUNTA MARINO 6) ANGELO MARRONI, GARANTE DEI DETENUTI NEL LAZIO 7) SALVATORE BUZZI, RESPONSABILE COOP ‘’29 GIUGNO’’ 8) ALEMANNO, EX SINDACO DI ROMA – 2. IN OGNI POSTO CHIAVE MASSIMO CARMINATI E SALVATORE BUZZI AVEVANO SISTEMATO UNA PERSONA FIDATA. MUNICIPALIZZATE, ASSESSORATI, PERSINO IL BILANCIO DEL CAMPIDOGLIO – 3. QUANDO GIANNI ALEMANNO CEDE LA GUIDA DI ROMA A IGNAZIO MARINO, SI CONCENTRANO SUGLI ESPONENTI DEL PD CHE POTEVANO METTERSI A DISPOSIZIONE IN CAMBIO DI FAVORI E TANGENTI. E RIESCONO AD AGGANCIARLI. DEL SENATORE DEL PD LIONELLO COSENTINO, SEGRETARIO DELLA FEDERAZIONE PD ROMANA, DICONO: “È PROPRIO AMICO NOSTRO” ” dal sito DAGO SPIA


Di questo basamento criminale  ci si è probabilmente avvalsi più volte a diversi titoli .. e sapremo prima o poi se si è voluto coprire il livello più nascosto ed alto, ripulendo solo la base tangentizia più immonda,  o se si vuole arrivare al nodo storico di intrecci e favori innominabili, o sinanche a quel nucleo strategico sempre illegale che intravediamo e paventiamo. 
E ve ne accorgerete come al solito anche  dalle sorti della vicenda Paolo Ferraro: una cartina al tornasole
Nel frattempo notiamo una campagna video e sulle intercettazioni che non ci lascia tranquilli, perchè “mimica” e quasi parodiata, ripetto allo stile delle ultime “bombe” informative e prove fornite dal CDD in specie negli ultimi due mesi, su ben altri e comunque ulteriori piani eversivi e cementi di potere. 
Al pessimismo della ragione leghiamo l’ottimismo della speranza, ma con le riserve che derivano dalla nostra personale esperienza e dalla ormai comune e condivisa “intelligenza” sulla fase e strategia storica in atto. 
Le consonanze e sintonie non consentono un giudizio definitivo, ma la vicenda storica di TANGENTOPOLI, nata sul sangue di Capaci e via D’Amelio,  e la certezza di  quelle riunioni su quella nave alla fonda nel mare Toscano nel 1992,   costituiscono un monito per tutti ormai. 
Fase e strategie, eventi e percorsi attuali, ma proprio in quanto attuali,    accuratamente sottovalutati o addirittura nascosti proprio dalla finta multi-controinformazione strainfiltrata e dall’apparatino del movimento cinque stelle e, inellutabilmente, proprio dalla e nella nuova scalata della lega di Salvini. 
Partitura e  scenografia già ascoltate e viste … 


In agguato sempre la variante scorciatoia ultima eversiva militar etero-diretta o gli inganni relativi. 

http://cdd4.blogspot.it/2013/12/a-quaranta-anni-di-distanza-cile-1973_0.html

A buoni intenditor … e ce ne sono di buoni intenditori : oggi abbiamo casualmente trovato siu facebook un manifesto appello non nostro, ma frutto di esperienza ed intelligenze accumulate … che salutiamo con affettuosa ed orgogliosa stima. 


Paolo Ferraro:  IL MONDO DI MEZZO ( e i mondi di sopra non visibili e coperti ?! ) .. cinque ville a SabaudiaCisterna di Latinai servizi, la criminalità nera … temi su cui riflettere attentamente …. e  che non esauriscono affatto gli scenari  analizzabili  e certo non lo scenario globale più alto. 
E la trama in atto richiede profonda attenzione … 

http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/massimo_carminati_roma_mafia/notizie/1048173.shtml
  

* Due importanti articoli tratti da 
linkiesta.it


Mafia di Roma, Finmeccanica e le tangenti alla politica

Nell’ordinanza Pozzessere e Carminati che portava «bustoni di soldi a tutto il Parlamento»
Alessandro Da Rold e Luca Rinald

Gira intorno alla figura di Massimo Carminati l’inchiesta della procura di Roma su “Mafia Capitale” che sta facendo tremare le fondamenta dei palazzi del potere capitolino. E che potrebbe arrivare a toccare i piani più alti delle istituzioni economico politiche italiane. È lui al centro delle indagini. Il pirata, il cecato, il Re di Roma, imprendibile dalle forze dell’ordine, scampato al carcere persino dopo una rapina, sguardo glaciale, 56 anni, un passato tra i terroristi neri dei Nar, esponente di spicco della banda della Magliana, lo storico gruppo di malavitosi che tra gli anni ’70 e ’80 imperversava per la città con l’appoggio dei servizi segreti e della politica italiana. E mentre gli indagati per associazione a delinquere aumentano di ora in ora – sono più di cento e ci è finito dentro anche l’ex sindaco Gianni Alemanno – nelle carte dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini, che ha portato in carcere 37 persone, spunta un nuovo filone che punta alle aziende di stato, a una delle società pubbliche più importanti in Italia. Stiamo parlando di Finmeccanica, la holding della Difesa, da ormai tre anni al centro delle indagini di ben quattro procure per presunte tangenti internazionali dove sono stati coinvolti politici italiani, da Busto Arsizio fino a Napoli, passando appunto per Roma e arrivando fino a Palermo. La “Cupola” infatti, secondo gli inquirenti, «può contare su rapporti che riguardano non solo la politica o le istituzioni in senso stretto, ma anche le realtà che agiscono nell’economia e che dalle istituzioni dipendono». 
I giudici lo scrivono nero su bianco nelle pagine dell’ordinanza. E citano un personaggio già noto alle cronache giudiziarie. Si tratta di Paolo Pozzessere, ex potente direttore commerciale di Finmeccanica quando la gestione era sotto Pierfrancesco Guarguaglini, poi a metà del 2012 distaccato alla sede di Mosca e quindi arrestato nell’ottobre dello stesso anno. Pozzessere non è un personaggio qualunque. Fu lui a occuparsi in passato della maxi commessa Selex Finmeccanica per sorvegliare il canale di Panama, affare che andò in porto non senza qualche scossone, che secondo fonti interne al colosso della Difesa gli costò il posto. Per i pm romani che indagato su Mafia Capitale, Carminati non era  un personaggio sconosciuto in piazzale Montegrappa, sede di Finmeccanica. Anzi. «E’ il caso dei rapporti tenuti da Carminati con Pozzessere, ex direttore commerciale di Finmeccanica e imputato di corruzione internazionale per fatti avvenuti all’interno della controllata pubblica, dimostrati dalla conversazione con il medesimo intervenuta il 13.06.2013»

I bustoni con i soldi per Finmeccanica

Nell’intercettazione in mano ai pm si parla di «un dialogo che si sviluppa all’insegna della reciproca, profonda e non recente conoscenza tra i due, che consente un’interlocuzione su questioni personali – dai guai giudiziari alle vicende affettive politiche, istituzionali, economiche, criminali». Per questo i pm sottolineano «una conoscenza approfondita di Carminati delle dinamiche di potere e di quelle corruttive interne a Finmeccanica». E su questo c’è un’intercettazione dove Salvatore Buzzi, titolare di alcune cooperative coinvolte nell’inchiesta parla appunto di “Massimo”. E’ «una circostanza» scrivono i pm «che dà corpo a quanto rappresentato da Buzzi circa il fatto che il primo fosse temuto anche per la conoscenza che aveva di dinamiche corruttive interne alla società controllata pubblica, che avevano riguardato tutti gli schieramenti politici, per essere stato lui medesimo a recapitare «bustoni di soldi a tutti»:
Buzzi : ma lo sai che mi dice Massimo? lo sai perchè Massimo è intoccabile? perchè era lui che portava i soldi per Finmeccanica! bustoni di soldi! a tutti li ha portati Massimo! non mi dice i nomi perchè non me li dice… tutti! Finmeccanica! ecco perchè ogni tanto adesso… 4 milioni dentro le buste! 4 milioni! alla fine mi ha detto Massimo <è sicuro che l’ho portati a tutti!> tutti!
Alessandra Garrone (altra indagata nell’inchiesta ndr) : a tutto il Parlamento!
Buzzi : pure a Rifondazione!
La teoria del mondo di mezzo e l’aiuto sulle indagini
Per capire i metodi di affiliazione alla Cupola bisogna prendere spunto sempre dall’ordinanza. E’ la teoria della terra di mezzo alla base di tutta l’inchiesta della procura di Roma. Il processo di affiliazione, infatti, si snodava attraverso un’educazione ai principi di omertà e subordinazione, nonché nella partecipazione agli appalti ottenuti dalle cooperative, «riferibili proprio a Buzzi da parte di CARMINATI, del ruolo che lo stesso riteneva competere all’organizzazione nella struttura e nelle relazioni sociali, attraverso “la teoria del mondo di mezzo”». L’11 gennaio 2013, infatti, Massimo Carminati «nell’ottica di rafforzare il prestigio dell’organizzazione agli occhi di Cristiano Guarnera (altro indagato del clan ndr=, utilizzando una metafora, descriveva la società nella quale “è la teoria del mondo di mezzo compà. …. ci stanno . . . come si dice . . . i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo … e allora …. e allora vuol dire che ci sta un mondo .. un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano”». Tutti si incontrano. E si aiutano. Dove il mondo di sopra, fatto di colletti bianchi, imprenditoria e istituzioni realizza sinergie criminali con il mondo di sotto, fatto di batterie di rapinatori, trafficanti di droga o gruppi che operano illecitamente con l’uso delle armi. Carminati e Pozzessere ne fanno parte, quest’ultimo preoccupato per le inchieste che lo hanno portato al rinvio a giudizio insieme con Walter Lavitola nel marzo del 2014.   
C’è un dialogo del 2013 «in cui Carminati trasmette a Pozzessere, difeso dall’avv. Dell’Anno nel processo di corruzione internazionale, la preoccupazione legata al ritrovamento della microspia nel suo studio ( “gli hanno trovato una perlina così ….inc… bersaglia’ a Pierpaolo…”) e gli comunica presunte dinamiche interne alle indagini che hanno coinvolto  Finmeccanica e le sue controllate». È «un dialogo» si legge nell’ordinanza «in cui la conversazione spazia fino a toccare i vertici governativi e istituzionali, la loro posizione rispetto alle vicende  interne di Finmeccanica, senza che questo generi la benché minima perplessità o esitazione da parte di Pozzessere, quasi fosse la cosa più normale del mondo che un apicale di una delle più importanti controllate pubbliche del paese interloquisca su tali vicende con un pregiudicato da gravissimi reati. Infine, a dimostrazione che non si è in presenza di un amarcord tra vecchi commilitoni, Pozzessere, in relazione alle sue attuali vicende, volge una specifica richiesta di protezione a Carminati»
Paolo: chi c’hai te di cose là ..per difendermi..
Massimo: ..c’ho il gruppo..inc…
Paolo: gruppo ..inc..
Massimo: embè so’ tosti loro… comunque sono tosti so’ duri insomma eh. E’ dura cioè, però capito loro una volta che si liberano del processo una cosa è finita la festa no, che cazzo te ne frega… vuoi mette. A te praticamente l’accusa viene da coso, da Borgogni la tua, l’accusa de Borgogni …

Sbirri corrotti e 007 al servizio della Mafia Capitale

Venerato come un dio, tra soffiate e regali per depistare le indagini. Storia di Carminati
Alessandro Da Rold

INDICE ARTICOLO

  1. I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
  2. L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Bisogna capire il sistema di protezione a livello di servizi segreti e forze dell’ordine corrotte che circondava Massimo Carminati per spiegare come l’ex boss della banda della Magliana è diventato negli ultimi dieci anni il Re di Roma. Il Nero, il capo della Cupola che controllava la Capitale dalle istituzioni fino ai campi nomadi, è venerato e aiutato come un politico, quasi come un dio. Protagonista «del mondo di mezzo», dove le istituzioni fanno accordi con la malavita, intoccabile, inafferrabile, capace di condizionare la politica, le istituzioni e persino le aziende di Stato, nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale della procura capitolina che lo ha portato in carcere Carminati dimostra di vantare conoscenze approfondite in due ambienti che hanno legami profondi con il tessuto dell’amministrazione giudiziaria e investigativa del nostro Paese. 
Il primo è quello di Finmeccanica, la holding della Difesa, azienda tra le più importanti in Italia e nel mondo, terreno di nomine politiche e interessi particolari, dove la nostra intelligence deve per forza muoversi tra commesse internazionali e la spregiudicatezza delle altre aziende straniere nel settore della vendita di armi da guerra. Il secondo è più basso, meno appariscente, ma di notevole importanza sul territorio romano. Nelle intercettazioni i poliziotti ammirano Carminati («Io starei due giorni a sentirti” dice uno di loro), gli forniscono informazioni sulle inchieste, soffiate, passaporti falsi per fuggire a Londra e persino cellulari rubati per depistare le indagini. E’ il microcosmo delle forze dell’ordine, tra polizia , carabinieri e Guardia di Finanza della Capitale, una città già ferita nel 2009 per il caso Marrazzo, dove alcuni «sbirri» della ormai nota Stazione Trionfale finirono coinvolti per ricatti hardcore, tra travestiti e cocaina, ai danni dell’ex governatore di centrosinistra del Lazio.

Carminati si muove con disinvoltura in questi due mondi. I magistrati diretti da Giuseppe Pignatone lo sottolineano più volte nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Flavia Costantini. Nel primo, ai piani alti del potere statale, tra burocrati e manager improvvisati con appoggi di spessore come il faccendiere Walter Lavitola, ci entra anche grazie all’amico commercialista Marco Iannilli, ex braccio destro di Lorenzo Cola, il consulente di Finmeccanica a gestione Guarguaglini finito sotto indagine nel filone sulle tangenti Enav. Al secondo anello, quello degli sbirri che sbagliano, ci arriva invece grazie a una rapina al caveau del tribunale di Roma, quella della notte tra il 16 e 17 luglio del 1999, dove furono rubati 50 miliardi di vecchie lire ma anche documenti scottanti, come si scoprì dopo, con cui, spiegarono alcuni arrestati durante gli interrogatori, «si potevano ricattare dei magistrati». In quello strano colpo in piazzale Clodio ci finirono guarda caso quattro carabinieri (Mercurio Digesu di 41 anni, Feliciano Tartaglia, di 37, Adriano Martiradonna, di 48, Flavio Amore di 30 anni, mentre un quinto militare, Roberto Cozzolino è accusato solo di concorso in furto aggravato), poi beccati con Carminati, altri ex esponenti della banda della Magliana, in totale 23 persone, dalla procura di Perugia.  
I servizi segreti, Finmeccanica e la P4
Carminati conosce Paolo Pozzessere, ex direttore commerciale in piazzale Montegrappa e persona di spessore durante la gestione Guarguaglini. I due si confrontano sulle indagini in corso, dialogano, «hanno» secondo gli inquirenti «un rapporto di fiducia». Pozzessere negli ultimi anni è stato coinvolto in processi per corruzione internazionale insieme con Walter Lavitola, il faccendiere, grande amico dell’ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, finiti entrambi rinviati a giudizion nell’inchiesta sulla P4. Anche in questa indagine della procura di Napoli si parlava di associazione a delinquere, questa volta nell’ambito della pubblica amministrazione e della giustizia. Nei faldoni ci finirono pure il faccendiere Luigi Bisignani e l’ex magistrato e deputato del Pdl Alfonso Papa. Secondo l’accusa la P4 «avrebbe avuto l’obiettivo di gestire e manipolare informazioni segrete o coperte da segreto istruttorio, oltre che di controllare e influenzare l’assegnazione di appalti e nomine, interferendo anche nelle funzioni di organi costituzionali». Pozzessere in sostanza non è uno di poco conto, anzi. Per Carminati è una conoscenza importante, da custodire.
Ma non ci sono solo gli agganci politici e istituzionali. Nelle carte dell’inchiesta su Mafia Capitale si parla anche di 007 al servizio di Carminati. I pm romani citano tale «Federico» di cui Carminati parla in una conversazione del 23 gennaio del 2013 insieme con un altro arrestato, Riccardo Brugia.  E’il cecato a spiegare che Federico era «forte» ed «esperto» e che era perfettamente a conoscenza della sua identità. «Dalla conversazione si comprendeva» si legge nell’ordinanza «che si trattava di un appartenente alle Forze di Polizia od ai servizi di informazione (servizi segreti ndr), che si era messo a disposizione per qualsiasi cosa e gli aveva spiegato molti particolari sulla possibile intercettazione attraverso la connessione in rete wifi: «lui mi ha detto “qualunque cosa io sto a disposizione,  mi fai chiamare da questo vengo io, ve faccio quello che ve pare”, mi ha detto un sacco di cose, io poi ..un cazzo sulle cose..su come se move que…ma ho detto sto Iphone, mi ha detto non dà retta alle cazzate…con il WIFI ti mettono un programma, si è vero però poi funziona solo con il WIFI dove loro ti conoscono gli indirizzi se tu sei uno invece che c’hai tutti gli indirizzi WIFI, che dove entra c’hai la cosa, sennò possono sentire solo a casa, se chiudi  a casa non telefoni, stanno bene così. Mi ha spiegato un po’ di cose, capito?».
L’aiuto dei poliziotti, tra elettrodomestici e macchine della Questura
Di «sbirri» nell’ordinanza di custodia cautelare ne vengono citati diversi. C’è «Massimetto la guardia», appartenente alla Polizia di Stato che si rende «disponibile al reperimento di materiale elettronico di consumo e di piccoli elettrodomestici».  Poi c’è Salvatore, altra guardia in pensione, che invita gli esponenti di Mafia Capitale nel suo ufficio di Ponte Milvio. Di particolare rilievo, secondo i magistrati, è l’incontro registrato il quattro ottobre del 2013, presso l’ormai noto distributore di Corso Francia tra Carminati  e due soggetti, allo stato non identificati, giunti a bordo «dell’autovettura Alfa Romeo 156 intestata alla Questura di Roma». I tre discutono del trascorso criminale di Carminati, «facendo comprendere come avessero ben chiaro la caratura del personaggio con cui si stavano relazionando, tanto che uno dei due affermava “l’ho sentita la..inc…..non sei stato un santo diciamo…non sei stato un santo però manco sei stato…». Non solo. I due informavano Carminati del fatto «che fosse oggetto di un’indagine condotta dalle Forze di Polizia, motivo per cui egli avrebbe dovuto adottare delle cautele ritenute necessarie al fine di evitare l’attenzione degli inquirenti sulla sua figura».  
Uomo1: perchè adesso te stai sotto indagine 
Uomo2: oppure per dire che devi… devi evità..devi evitare …
Carminati: è un casino...
A conferma della conoscenza del trascorso criminale del cecato«da parte dei due soggetti giungeva dal racconto dell’episodio in cui Carminati aveva intrapreso un conflitto a fuoco con un appartenente alla Polizia di Stato, sparando, evidentemente per uccidere, tanto che uno degli interlocutori chiedeva: “lui gli ha sparato un Carabiniere…è vivo?”. E Il Re di Roma precisava: “a un poliziotto…gli ho sparato”. I due poliziotti, poi, si «mostravano attratti ed affascinati dal passato e dalla levatura criminale di Carminati, considerato che uno dei due affermava “…io starei due giorni a sentirti…”. «Lo stesso Carminati» scrivono gli inquirenti «appariva compiaciuto dell’effetto che il proprio peso criminale, nonché quello dei soggetti» che all’epoca avevano costituito la banda della Magliana. «Quella è la storia» spiega il Nero «la storia nostra…hai capito?»

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1990 La calata a Roma e via Poma – 1992 Anche una trama solo romana e la ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi 1995 Un agguato disciplinare inventato e miseramente fallito e tre missionarie ..

1990
La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed “altro” 
1992
Una trama,  non solo romana,  anche intorno al magistrato Paolo Ferraro.
La fallita scalata alla Corte Costituzionale e la ritirata di Marco Pivetti e Agnello Rossi.
1995
Un piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti ed un agguato disciplinare assurdo, fallito. 
AVVERTENZAOgni apparente divagazione e introduzione di vicende, fatti e nomi ulteriori, di norma  tra parentesi, immette elementi  la cui rilevanza e connessione è emersa in precedenti articoli costruiti su prove, e non racconto, od emergerà alla fine.  Per chi è stato attento il tutto si correla quindi alla complessiva ricostruzione effettuata fino ad oggi con prove pubblicate.
Anche questo articolo era necessario per contestualizzare ed inquadrare a fondo, ambientando almeno alcuni nomi, fatti e ruoli. Lo dedico a tutti coloro che hanno studiato, seguito e capito, ma soprattutto ai magistrati ed investigatori per bene,  ed alle istituzioni …. che debbono restituire legalità al paese. 



PARTE PRIMA: 1990. La “calata” nella sezione romana di magistratura democratica ed “altro”. 
Nel 1990 comparvero nello scenario della magistratura romana Giuseppe Cascini e Stefano Pesci: subito apparentatisi alla cordata “migliorista e PCI” dei lavoristi  (Marco Pivetti), poi entrambi da me classificati, anche per loro esplicita ammissione ed indicazione, come filo “dalemiani”. Cascini si legò anche  a Luigi Saraceni: personalità di rilievo che stimavo, ma verso la quale nutrivo un piccolissimo dubbio, poiché era troppo in buon dialogo con quella destra burocratica che definisco “ussarissima” (da “ussaro”).
Ci misi un poco a capire quanto i due neo-magistrati fossero legati a poteri e forze per me comunque non decifrabili.
Negli anni 1985-1990 fui prima Pretore di Terni (con tante sentenze pubblicate sul FORO ITALIANO, e la perdurante memoria del mio impegno a tutela dell’ambiente e della sicurezza del lavoro), poi al Ministero di Giustizia, infine tornai negli uffici giudiziari romani alla Procura Circondariale. Appartenevo bella sezione romana ancora indomita di Magistratura Democratica, all’anima più giurisdizionale legale; ero con Michele Coiro, Celsa Galassi, Gabriele Cerminara e tanti altri lentamente decimati… decimati dalla vita, e decimati nella vita in magistratura.  
Giuseppe Cascini,  uditore giudiziario giovane napoletano di famiglia bene, venuto di sua scelta per il tirocinio giudiziario a Roma. Nel 1990 portava  ancora i capelli lunghi castano chiari, e 
si era subito immesso nella attività della corrente di magistrati di “Magistratura Democratica” ( abbreviato M.D.) e scriveva “anche” sul Manifesto.
[ricordo un suo articolo di allora sul Manifesto , ma a difesa o a dialogo da lontano con una particolare area movimentista anarco insurrezionale o di autonomia operaia, potrete controllare, articolo, riferito mi sembra ad una vicenda giudiziaria che li vedeva coinvolti, che mi aveva incuriosito per il taglio anche implicito, lievemente supponente, “da garante”. 
Feci allora un collegamento mentale con Filippo Paone, noto magistrato di origine campana trapiantato a Roma, magistrato di area “estrema” di M.D., morto di recente e assurto da ultimo alla carica di Presidente della Corte di appello. Nel 1985 era stato sotto pressione disciplinare per un suo avere in qualche modo protetto una manifestazione non autorizzata in un’aula della facoltà di Giurisprudenza della Università la SAPIENZA nel 1977: essendo lui presente alla manifestazione illegale, si era frapposto tra persone presenti legate ad autonomia operaia e la polizia che era intervenuta.  Proprio nel  giugno del 1985 lo incontrai casualmente nello studio altezza Nomentana viale Libia subito dopo le caserme civili, dei due amici – allora – avvocati Tony Stellato e Sandro Galiena, del MANIFESTO area di “destra magriana” allora così visti e definiti da me. Il loro studio, situato a Viale Libia nel quartiere Nomentano  subito dopo le caserme civili, lo condividevano con Rosalba VALORI e, per presenza, anche con GUIDO VALORI (che a quell’epoca era anche vice procuratore onorario, nominato dal CSM).
Non mi stupii dell’incontro casuale (anche io ero lì per caso) con Filippo Paone, in pantaloni celestini e stretto in una “iacchettiella” a strisce verticali bianco azzurro chiaro (colori simili che stonavano), ma notai che era assai distratto e preoccupato della vicenda disciplinare: capii solo che doveva parlare con Rosalba e forse poi con Sandro, ma non di cosa.  Forse di una propaggine penale della manifestazione non autorizzata dell’epoca?! No, pensavo, era passato troppo tempo dalla data del fatto. Sempre quel giorno arrivò a studio quello che seppi essere il compagno/marito di Rosalba Valori, un personaggio ben noto del mondo della autonomia operaia romana: con barba, bel tipo, non certo sgualcito. Mi tornò il conto solo parzialmente: 1. autonomia operaia 2. magistrato nei guai disciplinari per aver sostanzialmente ostacolato lo sgombero dell’aula di giurisprudenza occupata per una assemblea di autonomia operaia, che veniva forse a raccontare novità sull’accaduto o a trovare i compagni di sorte?! (Pifani ad esempio, trovato al confine con la Yugoslavia con un bazzoka da portare alla “resistenza palestinese”, da tempo era stato messo fuori gioco). Ma perchè Filippo Paone personalmente, e perchè lì? Per Rosalba, avevo concluso. Ma Sandro?! Allora per me il cognome VALORI non aveva significato. Non lo stimavo Filippo; era allora Pretore penale, tra l’altro l’autore di una risibile se non ridicola giurisprudenza che applicava in analogia (totalmente vietata in sede penale) la norma penale sull’aggiotaggio azionario alla rarefazione degli immobili destinati ad abitazione, per loro “natura” ma sottratti alla disponibilità del mercato o pubblica: una “pecionata” ideologica di quelle che per me (di scuola giuridica, assistente e collaboratore con cattedre di diritto privato e cattedra rivista di diritto pubblico) rendevano disonore alla magistratura; e rendevano disonore ad una corrente (M.D.), che dovevano assicurare secondo i miei intendimenti la progressiva e corretta attuazione della legge: sì a tutela dei deboli e secondo l’art. 3,  2° co della Costituzione. ma non sostituendo alla interpretazione costituzionale e progressiva delle norme il metodo “IDEOLOGICO”,  che aborrivo. Un metodo eccessivo e fuori del seminato, errato, del quale poi non c’era neanche bisogno. Sandro e Tony , già studenti dello scientifico Archimede li frequentavo per la loro e mia storia di studenti impegnati politicamente; e Sandro dal 1985 in poi era stato sempre più “premurosamente”  presente in troppi momenti della mia vita. In particolare da poco dopo che avevo vinto il concorso in magistratura. Un amico vero, pensavo, lievemente traumatizzato dalla storica circostanza che al primo anno di giurisprudenza insieme, volendo preparare con me l’esame di filosofia del diritto nel lontano 1975, mentre lui stava al terzo capitolo io nel frattempo avevo fatto nella seconda sessione del primo anno cinque esami tra ottobre e dicembre. Tra me e loro una differenza che non pensavo insormontabile: io ero socialista e della sinistra del MANIFESTO al contempo, rossandiano, e miscelavo le due matrici guardando come burocrati post comunisti i “destri“. D’altronde questa era la loro nomèa tra la gente impegnata politicamente]
Tornando a Cascini, appena arrivato a Roma aveva un contegno inizialmente più contenuto, ma già  arrogantello e un modo di fare da ragazzo di ricca stirpe. Solo più tardi, nel marzo 1992, avrei saputo dalla bocca di Lori Perla (anche lei come me magistrato romano della Procura Circondariale come me dal 1989 del mio stesso concorso – 1984 – e a quel tempo  mia amica) che Cascini aveva una madre di etnia ebraica e che era pronipote di  Achille Lauro. La notizia allora non mi colpì nè mi stranì, ovviamente. Poco dopo essere  arrivato a Roma, Cascini era provvisoriamente alloggiato in locazione; ma  invece di trovare un alloggio definitivo in locazione pose fine alla situazione provvisoria comprandosi due appartamenti di media metratura. Non ci frequentavamo, e me lo disse la solita Perla de relatoivi compresa la somma sborsata (oltre 700 milioni di lire): appartamenti attaccati a piazzale Clodio, su una nota strada in salita che parte da una altrettanto nota gelateria. 
Cascini faceva allora coppia stabile con Stefano Pesci, erano dello stesso concorso (1990) ma sembrava a tutti che si conoscessero troppo  bene,  e quindi da antica data. 
L’Agosto del 1990 fu funestato dall’omicidio di Simonetta Cesaroni, nella via che conoscevo di nome come la via degli ufficiali giudiziari: via Poma. E si tratta di un crocevia.

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I rapporti tra Cascini,  Pesci, Giovanni Buonuomo (un altro magistrato della Procura circondarialedi cui non si trovano immagini pubblichee me non erano cattivi in quell’epoca. In particolare Giovanni era anche un informatico di buon livello, appena venuto dal Tribunale di Savona (già Pretore in precedenza), lasciando ivi figli e moglie, magistrata che lo avrebbe poi seguito a distanza di oltre un anno a Roma dopo l’acquisto della abitazione in zona (Trionfale alto).
Giovanni manovrava già con disinvoltura le macro automatiche ed i modelli del programma MICROSOFT Word, appena immessa la piattaforma windows 1.0 in Italia e nel mondo della sempre ritardataria informatica giudiziaria. Io,  pur seguendo anche il suo lavoro, mi ero da poco impadronito del funzionamento dell’ambiente DOS e degli obsoleti 286 e 386 OLIVETTI e del primo 486DX arrivato “a giustificare” la arretratezza tecnologica delle forniture al Ministero della Giustizia. andavo creando un sistema di gestione delle attività/documenti dei magistrati della Procura Circondariale. Usavo un programma DOS preesistente e molto lineare, WS4, e puntavo in modo un pò “arretrato” su una organizzazione meramente sistematica e casistica dei documenti (uno per caso, quindi migliaia di casi), usufruendo di un sistema ordinante di directory e sottodirectory (ad albero, tipo capitoli, paragrafi e sotto paragrafi) e di un programmino che aveva il pregio di far gestire e vedere bene l’albero classificatorio ( XTG).  
Buonuomoanche lui campano, era più avanti a me e sapeva molto di informatica. Il ricordo riferito al CSM nell’esposto memoria del 3 novembre 2012, circa la buona conoscenza di un programma (piattaforma di comunicazione denominato TELNET)   e di quella “scatola” destinata alla connessione poggiata su un tavolino della sua stanza, è preciso. Come è preciso il ricordo di lui che mi illustrò le caratteristiche da chat primitiva del programma (in realtà era una autonoma piattaforma) e anche l’uso dei nickname, raccontatomi a voce e fattomi vedere dallo schermo verdolino:  tutta roba che ignoravo e da ignorante ritenevo dispersiva, inutile ed anche un tantino “buffa”. 
Ero sposato, mi sarebbe dopo poco nata la terza figlia, e pensavo all’ammodernare il lavoro, a smaltirlo bene e al mio impegno interno alla magistratura [l’impegno interno ed istituzionale non è affatto una cosa impropria per un magistrato, e  teoricamente come nella pratica precedente non lo era certo stato: è lo strumento con il quale i magistrati assicurano, riorientano e gestiscono il buon andamento del lavoro e degli uffici, le necessarie valutazioni di professionalità ed altro. M.D. ed io in essa, puntavamo realmente sull’impegno ordinamentale; e sull’assicurare la progressiva indipendenza e la realizzazione del principio costituzionale  del “giudice naturale” attraverso garanzie, tabelle degli uffici e vigilanza con controllo obiettivo della professionalità, ]
Nel contesto in cui Buonomo mi aveva elargito due sue conoscenze di TELNET (mi sembra di ricordare che pronunciò solo una volta il nome della piattaforma di comunicazioni) io scarabbocchiavo infastidito disegni infantili su dei foglietti su quel tavolo, e Giuseppe Cascini entrò infine nella stanza, a contrattare come  fanno gli uditori giudiziari  il suo tirocinio mirato anche con Buonomo. Faceva molto caldo, la nuova stanza di Buonomo dava dalla parte dove batte il sole, e dovevo tornare a lavorare; avevo lasciato a Gianni un floppy quadrato con i miei preziosi (per me), primi documenti ordinati scritti in ws4 e con tanti capi di imputazione da importare nel glossario del modello “Normal” o “decreto di citazione”  in WORD per windows (allora ancora giravano anche i floppy “a cerchio”, un simpatico ricordo dell’avvio scalcinato della informatica diffusa negli uffici giudiziari). 
E tornai nella mia stanza. Lasciando Buonomo e Cascini lì: Cascini curiosamente interessato ad un piccolo foglietto giallo da me insignito di un disegnino a pennarello.  
A quell’epoca ero un magistrato giovane ma di spicco, impegnato nella costruzione e nella critica agli errori organizzativi dell’ufficio della Procura Circondariale di Roma; ed ero più che mal visto dalla cordata migliorista di MD, da sempre a me avversa. 
La sezione romana manteneva ancora una sua indipendenza ed autonomia grazie anche alla presenza di Michele Coiro e dell’area più di sinistra.
Ero politicamente a cavallo tra i due orientamenti e molto stimato da Michele: lui fu uno dei padri fondatori della genuina MD, assieme a noi tanti magistrati perbene
[UNA CHIOSA TRIBUTO: in mezzo a tutti quelli che ho conosciuto si era stagliato nel 1985, per autorevolezza intellettuale, Marco Ramat: un magistrato “storico” di MD di particolare intelligenza e l’unico a cui attribuivo stima vera, come intellettuale ed uomo, indipendentemente dalla sua collocazione, che gestiva tra l’altro con equilibrio].
Giovanni Buonomo si dimetterà da MD a breve distanza dai due attentati a Falcone e Borsellino entrando nella corrente dei “VERDI” fondata da Falcone; piazzerà un manifesto raffigurante i due magistrati dietro la sua scrivania, e se ne andrà poi via dalla Procura circondariale verso il Tibunale civile di Roma. Regalandomi  l’avvertimento amicale: ” quello è pericoloso, io me ne vado”. “Quello” era sempre  Giuseppe Cascini , ma io sapevo di “intrecci personali” o concorrenza “personale” tra loro risalente al 1991, e come al solito, non “allargai” la mia sfera di intuizione: mi mancavano elementi di conoscenza essenziali. Dell’episodio del 1993 quando incontrai davanti al bancomat al piano terra Buonomo e Racheli ( il magistrato che mandava al  Sant’Andrea ed a Paolo Girardi e Gabriele Sani i magistrati da “rimettere in carreggiata” ) e sulla battuta a me rivolta “il galletto che fa chicchirichì sul sacco della mondezza ho già detto in un precedente articolo.          
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Stefano Pesci, era il pendant di Giuseppe Cascini ma di molto più anziano e direi pressochè della mia generazione anche sul piano della formazione “politica”. Dopo un pò di mesi da quando lo avevo conosciuto mi disse (nel  1991 credo),  anzi mi rivelò (col tono di chi voleva amicarmisi), che era stato un avvocato di “Soccorso Rosso” e politicamente di Democrazia Proletaria: veniva da Bologna ed era sposato con Nunzia D’elia, altra magistrato, anche lei lasciata a Bologna e che lo avrebbe poi raggiunto
Le uniche cose che accomunavano Cascini, Pesci e Buonomo, per quello che ne sapevo, è che erano tutti e tre magistrati (Buonuomo però del mio concorso), che erano soli a Roma (uno scapolo e gli altrui due single provvisori in attesa degli arrivi di mogli e figli) e che erano campani due e con moglie campana il terzo (Pesci). Roba ordinaria ed insignificante. Gianni era più geniale e simile a me, per certi versi, e un “bell’uomo” (del termine a me riferito, da Cascini, nella primavera del 1995, in pieno piacevole accerchiamento femminile io, tono e contesto,  abbiamo già detto). 
Ben sei o più uditori giudiziari del concorso del 1990 avrebbero avuto estratti e scelti  sei posti a Roma (posti  ovviamente messi a disposizione tra le sedi da scegliere secondo ordine di graduatoria, ma era cosa mai  successa prima nella storia della  magistratura romana), nella Procura Circondariale che aveva pure urgente bisogno di coprire i ruoli. Mentre del posto di graduatoria di Cascini che avevo conosciuto come uditore non avevo alcun dubbio, mi chiesi allora come avesse potuto essere così brillante un avvocato di Bologna, anzianotto e “preso”, “occupato” (pensavo) dal lavoro. Se sei un avvocato con attività ben avviata, come è che entri  a distanza di molti anni in magistratura rinunciando al tuo avviamento professionale?! Semplicemente non mi era mai capitato di osservare un percorso del genere. Conclusi che aveva inseguito la carriera della moglie, ma era  una conclusione provvisoria e col punto interrogativo. 
Oggi sappiamo “qualcosina” di più … che esce per intero dalle nostre vicende, e abbiamo qualche conferma chiara  in più …
“Pesci in ambiente militare , e ..e guarda io però però una cosa di venti anni fa,  che è accaduto un fatto però non .. non mi va di dirlo e lo so che era proprio lui in mezzo ”   ..  https://player.vimeo.com/video/83319003
“Pesci in ambiente militare , e ..e guarda io però però una cosa di venti anni fa,  che è accaduto un fatto però non .. non mi va di dirlo e lo so che era proprio lui in mezzo ” 
Ma vi è anche un ricordo del 1991 di uno Stefano Pesci preoccupato e furtivo che, nella Procura dei grandi (noi eravamo Procura Circondariale, la Procura dei piccoli, secondo una pessima ironica dizione, profondamente errata),  entrava nella stanza di un pubblico ministero serio, Silverio Piro, morto recentemente di un male incurabile. Stavo girando per convocare i magistrati di M.D. della Procura Tribunale ad una riunione di sezione. Allora (non oggi) notai concitazione, preoccupazione, un certo disappunto per averlo io visto girandomi, e un atteggiamento da “topolone” che mi incuriosì. 
Oggi che sono “gatto” mi è ovviamente tornato alla mente.

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Il  1990 fu comunque anche l’anno della calata/ritorno a Roma di vari magistrati spesso romani,  sparsi in varie sedi d’Italia. 
Era arrivata alla procura circondariale, però come sarda dalla Sardegna, abbastanza fresca di separazione dal marito giurista e professore di diritto romano DILIBERTO (sì, proprio il DILIBERTO politico e poi Ministro di Giustizia )Delia Cardia (senza immagine fotografica pubblica), figlia del senatore PCI Cardia di Cagliari. Quello che mi stupì più volte era la conoscenza anche antica e direi abbastanza carbonara in alcuni atteggiamenti, della Cardia con Cascini e Pesci. Arrivai persino a pensare ad un rapporto segreto col primo, poi escluso come ipotesi “rilevante”. Appartenevano con legame forte ad un’area comune, pensai allora politica; perchè ragionando con categorie del visibile politico, rimanevo solo interdetto dal fare carbonaro con cui avevo notato si convocavano a volte tra loro per discutere. Oggi definirei quelle convocazioni, senza mezze misure, come quelle di una “cellula”; allora non l’avrei nemmeno immaginato. Una “cellula” che oggi si è in cospicua parte trapiantata anche nella direzione distrettuale Anti-MAFIA della Procura di Roma (si indagano tra di loro viste le molteplici “appartenenze” ??) . 
Anche Delia Cardia fittò e poi acquistò un appartamento nella Roma centrale del potere politico e non solo politico, la Roma della sinistra PCI ed affiliati esterni, in zona Campo dei fiori. [A campo dei Fiori in affitto abiterà il futuro professore associato di economia ed “amico” dalla prima elementare, Fabio Ravagnani: “magriano” (da “Lucio Magri”) come  lo erano Tony Stellato, Sandro Galiena, Carmine Fotia e via dicendo, ma lui elettivamente  legato a Famiano Crucianelli, di sui si raffigurava essere figlioccio, ed allievo del professore Garegnani con casa a Trastevere, campo dei fiori se non erro,  pure lui]

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Alla Procura circondariale di Roma arrivò Pierfranco Bruno, da Pescara, dopo una lunga e ben organizzata permanenza, inizialmente osteggiato da una banda di inferociti sostituti, sovraccaricati di lavoro, sol perchè si era presentato con una spalla lussata e aveva preso due mesi scarsi di aspettativa. Un ragazzone lievemente strano, astuto ma non brillante, figlio del Bruno aggiunto della Procura di Roma, poi avrei saputo … discendente di una importante famiglia che ho definito ( vista lambientazione ) giuridico-massonica. Poi si è distinto anche  per unultima attività che lo ha scoperto. Ma avevo già notato ben altro

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Arrivò poi Nunzia D’Elia, moglie di  Stefano Pesci:
e si formò così il quartetto D’Elia-Cascini-Pesci-Cardia: quartetto attivo in crescendo nel 1991, soprattutto nei pettegolezzi. Ricordo che una volta a fine 1991 D’Elia (e tutti sapevano del mio antico e professionale impegno nel settore della sicurezza sul lavorocon fare intrigante aveva criticato con me un mio capo di imputazione su un infortunio sul lavoro, con osservazioni palesemente non pertinenti e non efficaci. Neanche replicai, pensando: “ma questa a che titolo dice una cosa del genere, oltretutto palesemente artificiosa?!”. Analogamente Cascini, con fare che dire saccente sarebbe poco, fece (credo nel gennaio 1993) allusione di analoga inconsistenza ad una mia attività nel Consiglio giudiziario della Corte di Appello di Roma, avendo io redatto un parere stra-favorevole su un Pretore del lavoro, semplicemente riportando nel parere che vi era stata una allusione negativa del Pretore del lavoro dirigente. Della guerra in corso nella Pretura del lavoro di Roma non sapevo nulla, e di Cannella nemmeno. 
Ma Cascini sembrava aver trovato un “neo” mio. (Estetista, dermatologo o insufflatore di dubbi e maldicenze “ad scalandum”?!).
Nell’Aprile del 1991 ci furono le elezioni per i membri del Consiglio della Corte di Appello di Roma, in liste bloccate (si votano solo le liste sostanzialmente, tutti a pari voti) ed io avevo preso fuori sacco e più degli altri oltre una quarantina di voti (mi sembra 42). Un fatto atipico mai successo.

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Arrivò poi Giuseppe de Falco, oggi PROCURATORE a Frosinone, col “de” minuscolo, come mi fece notare un paio di volte con sussieguo infastidito nel firmare uno dei tanti documenti da me stilati e sottoscritti da quasi tutti,  con tanto di legenda delle firme accanto: non si poteva esimere,  tra il 1990 e la prima e seconda metà del 1991.  
De Falco fece divenire subito il quartetto un “quintetto”, e dei cinque era il più scivoloso e sfuggente: mai intellettualmente o ideologicamente brillante, con un profilo pubblico medio. Loro crearono l’alone dell’intellettuale intorno a De  Falco, io non ho mai stimato le cose che scriveva in diritto perchè ordinate e “pulite” ma didascaliche e scolastiche dal mio punto di vista. Le cose che ecriveva poi in  materia di sicurezza  erano altresì palesemente astratte e prive della linfa e profondità  di chi applica settori normativi concretamente,  e con efficiente professionalità mirata al risultato. Attività para-intellettuale separata, da carriera accreditata, in parallelismo perfetto al mio concreto lavoro e ruolo nella sicurezza e salute del lavoro: ritenevo e ritengo insomma che fosse un’attività para-intellettuale destinata  solo a fini di circuiti “ristretti” interni ed altro sopra detto. Una certa mia esperienza nel mondo accademico di produzioni “librarie” troppo intense … mi lasciava infine scettico: mentre si fa il magistrato a tempo ipoteticamente pieno poi come si fà ad essere così “prolifici”  ?! 
Una conferma generale sulla catena di montaggio la ebbi da un noto esperto di sicurezza che sapeva morte e “miracoli” di settore, della Pretura, Procura Circondariale e poi Procura di Roma. 
Ero io un “artigiano”self made,  inveceblog in costruzione ). 
Ma ho sottovalutato un  libretto  con autore Giuseppe de Falco sul MOBBING  del 2006 o 2007 mi sembra, di quelli da “catena di montaggio”, mi fu fatto intendere da Agostino, che me lo portò in visione, allusivo . 

E mobbing orizzontale e verticale e protocolli sono “parenti”: uno  pubblico, gli altri segreti. 

De Falco fu il primo lucido e manipolatore ad applicare oralmente davanti a me  il “protocollo”, in una riunione dei colleghi di MD da me convocata  per illustrare i fatti da Cecchignola in poi e almen il contenuto di quella che sarebbe stata la futura denuncia a Perugia, riunione tenuta nella stanza di Delia Cardia: con melliflua e affatto duttile insinuazione  formulò l’ipotesi che avevo bisogno di riposo e ovviamente, come alla “Ferrara maniera” ( Giovanni Ferrara il Procuratore di Roma oggetto della mia denuncia del 7 marzo 2011), lasciò intendere ai presenti che mi occorreva assistenza … Ovviamente l’ottanta per cento dei presenti era claque contigua  e non avevo più il polso esatto dela situazione della corrente interna.

Solo tre  mesi prima Simonetta Ferraro,  aveva velenosamente fatto pressione su di me, in una telefonata , esclamando e svelandosi, con fare intimatorio ( risibile)  “sei solo contro tutti“. La frase indicava la “condivisione” e la scelta predeterminata di farmi fuori dopo aver cospirato per decenni, non potendosi questi apparati sotterranei permettersi  che la cosa mia divenisse pubblica nè, tantomeno, che ne divenisse pubblica una analisi completa e dettagliata. Ma significava solo che ero accerchiato da un apparato potente e “criminaluccio” ,  condiviso,  che contava sul mio isolamento totale. 

Cascini, e  ancor più Pesci e de Falco, soffrivano particolarmente il confronto pubblico con me, sia in sede tecnico professionale (specialmente in organizzazione e gestione informatica e in materia di sicurezza e salute del lavoro)  che in sedi istituzionali e politiche esterne non alla portata intellettuale ed oratoria della micro-cordata, che pure si andava lentamente allargando sempre facendo da claque a sè stessa.
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In Procura circondariale erano arrivati subito Maria Monteleone,   Paolo Auriemma,
poi  Rolando Sabelli, e altri, tra gli ultimi Luca Palamara

lentamente e letteralmente assorbiti,   ma ricollocati all’esterno dalla cordata che saldava, omologava e a mio avviso inseriva in circuiti  prima talvolta a loro ignoti i magistrati ( conservo un ricordo preciso nel 2002 di un mutamento visibile di immagine e atteggiamento di Sabelli che mi aveva all’epoca colpito .. ). Attualmente dal 2011 si palleggiano ruoli, scalata e attività : la cordata della procura romana … al “poder” … ma sino a quanto ?!
E quando le due Procure vennero unificate, nel 2000 dovettero subire “l’onta” ennesima  di un ruolo mio importante  di ausilio diretto alla organizzazione complessiva ed informatica dell’ufficio unificato, e scalpitavano , eccome se scalpitavano… 
Quando nel novembre 2012 Paolo Auriemma in una telefonata sempre registrata disse a me che ” il quadro di insieme  era chiaro”  anticipando il provvedimento finale progettato da anni, capii , letteralmente indignato di quell’atteggiamento ipocrita e “criptico“,  che ero stato realmente accerchiato da tanti anni  e potei ipotizzare che persino le visite di Gallo a Maria Cordova a questo servivano,  nell’aprile del 2011, anche. Si doveva nascondere l’ordito, fallito intorno alla Cecchignola, ad ogni costo

Nel CSM oltre a Paolo Enrico Carfì, l’AVV CALVI c’era nel 2011 anche Vittorio Borracetti, l’alter-ego di Claudio Castelli, alternatosi come segretario di M.D., una M.D. ignota alla gran parte dei magistrati per bene che aderivano ed aderiscono a valori ed idee. 

Avv prof. Calvi

Vittorio Borraccetti



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In Procura circondariale arrivò dal ministero di Giustizia, credo a primavera del 1991, Riama Sarète (uso questo pseudonimo perchè rivelatasi per un verso non originariamente intranea a quel “gruppo”, e diversa da costoro,  e anche per aver io sottovalutato quello che le accadeva tra il gennaio e l’aprile 1992).  Una donna magistrato equilibrata, di origini campane, che rivelava una simpatia per me, che ricambiavo: si era in realtà immessa, dopo un pò che era arrivata alla Procura circondariale,  in  una vicenda personale presto finita, con “altra” persona  ( a monte vi era un suo storico e canonico rapporto ufficiale in crisi,  con uomo impegnato in un lavoro di rilievo in sede estera – New York).
Sarète entrerà in uno stato di palese confusione e stordimento nei primi  due mesi del 1992all’epoca mi riferì  di curiosi episodi su cui lei rifletteva preoccupata, compresa una incursione in dialetto napoletano e una “manàta lì”, mentre su un motorino percorreva l’olimpica da Montesacro in direzione di piazzale Clodio. Viveva sola a Montesacro, e ciò facilitò l’approccio di Giuseppe Cascini; e credo che la sua presenza in una delle due case accanto a piazzale Clodio fosse stata  diremmo “agevolata” da accadimenti  di cui lei aveva una qualche confusa preoccupazione. Preoccupazione che invece a me, povero deficente, apparve allora smodata ed incomprensibile. Ora mi consta che vi siano le condizioni per cui lei  possa essere retroattivamente meglio consapevole, dopo una separazione legale  ingaggiata con l’uomo pericolosetto sposato, definito come fu definito da Michele Coiro parlando con me seduto al bar dietro gli uffici giudiziari nel febbraio 1995. Mi chiedo ancora perchè Michele non mi  disse di più quel primo pomeriggio. 
Nel novembre 1991 vi fu una scena indimenticabile: Giuseppe Cascini nella sua stanza da “piemmino”, che scoppia in un breve pianto anche un tantinello nevrotico e malato e mi dice: “lascia perdere Sarèteti devi togliere di mezzo…ti devi togliere di mezzo”. Replicai stupito e diretto: “ma di che parli ... ma fai sul serio ?!” spiegandogli che io non ero “in mezzo”, e lo lasciai lì seduto alla sua scrivania. Ero andato da lui, come facevo con tutti, a portare un breve documento per organizzare l’assemblea dei colleghi. 
Quello che accadrà dal 1992 in poi è “anche” frutto di questa miscellanea di umori e vicende “personali” . 
Cascini ottenne l’ambita preda attirata nella sua ragnatela anche immobiliare,  e la sposò;  e l’unica volta in  cui misi piede già single io  nella casa di Sarète  durante una piccola festicciola-ritrovo dei magistrati della Procura in particolare,  notai uno stato confusionale di Sarète nella cucina: me ne preoccupai, ma pensai ... sono affari suoi.  Me ne pento, occorre essere sempre attenti a chi ci circonda aiutandolo se possibile, nei limiti del possibile. 
Sarète nel lontano 1995 (già trasferitasi dal 1994 dalla Procura ad altro ufficio giudiziario) alluse esplicitamente a possibili trame, e mi disse “con questa storia che sei un bell’uomo e piaci alle donne, ti farai mettere in mezzo”  …. nei guai. Lo disse un pò acida ma non per sua propensione personale,  mai vissuta concretamente: mi avvisava e metteva in guardia a modo suo, e sembrava mettere l’accento su un costume di vita da single . Io dal canto mio non potevo  capire, ma appiccicai il post-it giallo alla  mia parete cerebrale. 
Era l’anno di Cecilia, Laura e poi la Silvia Canali
Nel 1992-1993 si era distrutto il rapporto di coppia con Daniela: la prima ragazza, donna e moglie della mia vita per ben 20 anni, a contare i tre  anni del liceo. Era venuta dal Giulio Cesare del Parioli-nomentano-corso Trieste, in primo liceo all’Orazio,  ma ci conoscevamo sin da ragazzini  nel  quartiere Montesacro.  Nel 1992-1993 ancora non capivo bene cosa fosse successo e nulla sapevo degli “intrecci” di cui avrebbe scritto il CSM nel 2012, lasciandomi esterrefatto persino dopo. Ma nel 1992-1993 colsi le attività  di un fratello , l’AVV. Marco Ferraro, che non valutavo e da cui mi distanziavo anche a tutela del mio ruolo indipendente. Anche lui assurse nel 2009, dopo tentativi falliti, a provvisorio e parziale vincitore: novello Pirro di una cordatta di Pirri, una partita volta alla distruzione di uno dei migliori, estraneo per vocazione ed indipendenza ad apparati mariuolate e cordate massoniche:  una partita caratterizzata da una  “eterogenesi del fine “, e che veniva da lontano.   
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Nella  Procura circondariale era arrivato il giorno prima della  data della sua “nascita” istituzionale, con il nuovo processo “accusatorio”, il 23 ottobre 1989, Giuseppe Corasanitilo conoscevo all’università dal 1976. Saremmo divenuti insieme a Giuseppe Amato, anche lui magistrato e anche lui nella Procura Ccircondariale, collaboratori assistenti volontari della cattedra di diritto privato nel 1980. Chi fosse e quale curriculum avesse Giuseppe C. lo potete vedere sulla rete, ma potete immaginare come patisse il confronto diretto con chi vi scrive. E sin dall’epoca dell’Università. Viaggiavo, come dirà l’11 gennaio del 2011 il “faceto” psichiatra dott. Paolo Girardi, (ma già allora),  “alla velocità della luce ed ero il “pirotecnico” ( così mi definiva ripetutamente il professore dinanzi agli occhi smarriti e cupi degli altri assistenti volontari giovani,  assistente volontario io, già impiegato  pubblico dal 1976). Tra di essi e futuri magistrati GIUSEPPE AMATOGIUSEPPE CORASANITI ma anche e direi soprattutto  DONATELLA FERRANTI 
(quest’ultima più strutturata, determinata e, per sue doti,  ancor più consapevole delle mie caratteristiche e doti: mi inviterà ad un convegno a Viterbo nel 1988, e l’eco dei complimenti suoi e l’atteggiamento ed osservazione pubblica in quel convegno e subito dopo la mia relazione. del suo mentore politico in magistratura MARCO PIVETTI - attuale Presidente della sezione
tributaria della Corte di Cassazione- ancora li ricordo: stima fuor di misura quasi esagerata dopo la mia relazione intervento su un tema generalelocalizzazione delle opere publiche e tutela dell’ambiente, con riferimenti infine anche alla edilizia penitenziaria. Un ricordo questo mio non secondario:
Donatella diverrà prima segretario del CSM poi parlamentare  poi presidente della Commissione Giustizia della Camera,  appartenendo al  gruppo parlamentare del PD e relativa commissione gisutizia. Lei e Marco Pivetti sanno, sapevano e sapranno esattamente chi sono e quanto valgo e valevo… e  lui stesso, nemico  mio infine dichiarato dall’epoca della cacciata ad opera mia di Cascini e Pesci dalla segreteria di MD nel 1994, non ne faceva mistero già nel 1988. 
E’ Marco Pivetti (senza immagine fotografica reperibile in rete ) che guiderà negli anni novanta l’ascesa di questo “apparatino” in forte scalata, ed io che arginerò o tenterò di arginare sino al 2004 solo alcune nefandezze,  su una sponda diversa,  idealmente. 
Non avrei mai accerchiato con metodi criminali nessuno, e tantomeno tentato di far fuori “per stima” un uomo: alcuni  si ergono sulla eliminazione dell’altro, specie se migliore, così come fece D’Alema con Occhetto.  A me mancava allora la chiave di lettura storico strategica, e quella “sotterranea”. 
Il resto è  analitica recente e  generale informazione e storia.

Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Posted on 12 marzo 2014 by cddgrandediscovery

Jesus FRanco
Novum purgamentum ( Nuova mondezza ) . DUE SCHERZOSI E VIRTUALI CONCORSI PER SDRAMMATIZZARE Partecipate commentando e valutando ( in astratto ed in anonimo) secondo logica e criteri : è un gioco serio e si chiama accerchiare insieme con intelletto e coraggio il “pergamentum” che si è incistato nel cuore dello Stato ). PARTE PRIMA. Alle 00.05 del 14 gennaio 2014 si … Continua a leggere  

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ” .

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

pierfrancoIL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.

devil
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.  I “DIAVOLI” IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI. “Beep Beep stana una filiera di willy cojotes”   BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia,  folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell’ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e  Paolo Ferraro  … Continua a leggere  

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Dalla direzione Generale degli Istituti di Prevenzione e Pena del Ministero di Giustizia, arriverà sempre nell’ottobre 1989 alla Procura Circondariale Salvatore Vitello, alias Filippo: un personaggio palermitano, militare a cavallo della vincita del concorso in magistratura 1983, e sarebbe per questo entrato concretamente solo col mio corso del 1984 ( !! ): di medio profilo, manterrà invece ruoli di potere e presenza ministeriale forte che abbiamo già dettagliato in un precedente articolo e video audio 

I MINISTRI OMBRA E L’OMBRA DEI MINISTRI. La telefonata del 24 gennaio 2011 al consigliere Salvatore Vitello. 

Un ruolo da eminenza grigia ancor più sotterraneo di quello di Pesci e del peso “sub-istituzionale” forse maggiore di quello di  Cascini. 
Di tutto quello che ho saputo e potrei enucleare didascalicamente,  racconto qui solo un suo ripetuto alludere alla “bella mogliettina che avevo”, “peccato che vi siete lasciati”, frasi centellinate e ripetute a distanza di due o tre anni sempre con fare affettatamente paternalistico e direi neanche tanto impercettibilmente allusivo. Non era e non è un Andreotti, e invece di monitorare mi aveva fatto ripetutamente insospettire … senza conclusioni mie, poi raggiunte. Nei ventanni dal 1992 al 2011 mi sono sempre ben guardato dall’illustrargli fatti e sospetti ragionevoli e dal fargli capire alcunchè. Così ho raccolto sei  o sette “fogliettini gialli” “post-it utili” (come li chiamo),   e l’ultima telefonata in cui rientra in argomento con suggestione accorta del tipo “quando si lavora … così tanto vanno in crisi i rapporti di coppia”. Sotterraneamente investigavo, senza saperlo,  solo “osservando” di fatto per venti anni e memorizzando attentamente, la qual cosa mi viene naturale;  così mi sono ritrovato ad accertare o capire tante cose. 
Sicchè hanno imbastito quello che hanno imbastito, così contortamente e con attività complesse,  e alla fine protocolli di “ultima specie”; ma senza potermi affondare definitivamente, da ultimo. In parte li aspettavo al varco, ma da persona sana: distinguendo sempre tra dati, fatti, sensazioni obiettivabili, intuito e vaglio critico. Niente paranoie, per loro odierna disgrazia.
E mai, dico mai, una logica amico-nemico : assertivamente solo idee, valori, azioni, realizzazioni. 
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Ma la figura che va ora NESSARIAMENTE tratteggiata è quella di Fabio Ravagnani (di cui non si trova immagine “fotografica” pubblica): l’amico di infanzia“, elementari medie inferiori e superiori insieme, un padre architetto, famiglia paterna nel cuore del Tufello, separazione burrascosa del padre dalla madre nel 1968. Una leggenda familiare o realtà su un padre violento, e altre cose più delicate mai indicate chiaramemnte. Fabio intelligente ma strano, per alcuni versi, che mi porterà con lui nel 1968 a vedere il film di Polanski “Rosemary’s baby”; lui era consapevole, mentre io entravo a vedere il film per una mera curiosità senza collocarlo se non nel limbo del cine-amatoriale  (e per entrare raccontammo di avere già 14 anni). 
Fabio Ravagnani con un “padrino” di Torino (chi fosse non lo ho mai saputo), Fabio “studioso” di economia in crescendo,  che riceve borse di studio e comincia a viaggiare nel mondo e negli Stati Uniti a ventidue anni, e che seguirà corsi di specializzazione per anni ed anni a Cambridge. Fabio di cui e del cui sviluppo personale sapevo poco negli anni ottanta,  ma che ritenevo affettivamente il mio amico di infanzia di sempre. Fabio Ravagnani che, dopo un periodo all’università di Frosinone (dove  era diventato procuratore capo Giuseppe de Falco nel 2009, mentre Nunzia D’Elia diveniva Procuratore Aggiunto a Latina e Paolo Ferraro veniva sottoposto ad un sequestro di persona e ad una attività criminale ormai dettagliatissimamente illustrata a “pubblico qualificato”),  vedrà improvvisamente accelerarsi la sua carrera universitaria nel 2012. 
Fabio Ravagnani , che monitorò nel 1992 la crisi che credevo di coppia con Daniela insieme a Sandro Galiena avvocato e solerte amico, e che monitora insieme a Sandro l’ingresso nella mia vita da single di una avvocato Laura (importante), andandola a vedere nella manifestazione di destra (!!) in quel del marzo del 1995 in piazza di Montesacro, mentre Sandro la incontra a studio suo e in zona corso Trieste verso le 12 e io a stupirmi delle casualità.  Lo stesso Sandro Galiena  che nel balcone di casa sua (presenti Fabio e Tony), anno 1985, osserva  che “Daniela era la mia ancora a terra indipensabile” essendo io un “areostato” (percepii alloradistintamente  entrambi i concetti : atto a volare alto ma al contempo che si poteva far perdere nel cielo, togliendogli l’ancoraggio). 
Sempre Fabio Ravagnani  monitorò la vicenda della Cecchignola intervenendo attivamente, “chiamato” dall’avv. Petrucci Luca (quello della trappola di Cancrini e della semi confessione  al  volo  del  2010,  anche  lui  del MANIFESTO  poi divenuto dark o se preferite rosso mattone tendente al bruno condiviso, parlando di politica .. sotterranea).      Andarono a visionare domenica 14 novembre 2008  la casa della Cecchignola e proprio Sabrina, che reggeva una difficile parte, e che era anche  minacciata nel vivo (“mi toglieranno il figlio” – n.d.r. se parlo – diceva,  anche dopo il primo incontro con Cancrini).  
FabiRavagnani delle cui troppe domande terrò nota, e che teneva a sapere come mi stessi muovendo nel 2008 2009 ma soprattutto nel 2011 e 2012; e che ci teneva a farmi sapere che dovevo smettere di analizzare pubblicamente, a due passi dall’aggressione clamorosa mediante istanza di nomina di amministratore di sostegno (così scoprendosi per i non-argomenti che usava e che lo appaiavano all’ex Procuratore di ROMA e Procuratore Generale della Corte di Appello di Roma Salvatore Vecchione). 

Fabio a cui racconterò nel dicembre 2012 che avrei interrotto la attività informativa, allontandomi invece per sempre dall’amico simulatore … avendo capito quanto bastava per decidere di non averci più a che fare. 

http://cdd5.blogspot.it/2014/11/i-diavoli-in-terra-fanno-le-pentole-ma.html

PARTE SECONDA: 1992. Una trama,  non solo romana, anche intorno al magistrato Paolo Ferraro, e la  ritirata dalla Corte Costituzionale di Marco Pivetti e Agnello Rossi.
Nel gennaio/febbraio del 1992 venni chiamato dalla Presidenza della Corte Costituzionale a far parte di un gruppo di lavoro creato dalla Presidenza stessa, cumulando così il lavoro al Consiglio giudiziario e il lavoro in Procura al nuovo impegno, e scegliendo di non chiedere esoneri di alcun tipo. 
Ero reduce dagli scontri interni su Falcone nella sezione romana di MD, da me ormai dettagliatamente illustrati nella loro effettiva portata. Portata nascosta allopinione pubblica,  prima che ne svelassi reali contesti, e capita da me bene solo dopo quello che ho patito e poi adeguatamente ricostruito. 
E accadde un fatto “imponderabile” normale, ma anche da protocollo di destabilizzazione affettivo familiare. Tra il febbraio marzo ed aprile del 1992, direi improvvisamente, mia moglie Daniela viaggiava trasognata ed estatica tra le pareti di casa e la mattina volava al lavoro. Poi saprò da lei che le avevano dato un badge a parte per uscire liberamente a febbraio vista la riorganizzazione interna“, e che usciva dall’uffìcio ogni giorno per tutta la mattinata (a Porta Pia, e  si recava in zona Parioli Nomentano, Corso trieste, facendo stampare le foto delle vacanze, andando al bar sempre a tarda mattinata e così via, come da numerosi scontrini ovviamente visionati per capire se potessse succedere qualche cosa  alla moglie di un magistrato in vista… ). Una esplosione di fuoco ad aprile e la mia “rincorsa” di sensuale amore: eravamo una coppia storica e io persona aperta, addirittura reduce da un percorso decennale con “reciproche” concessioni (ci eravamo sposati giovanissimi ed in epoca “libertaria”), ma la situazione si andava sgretolando e poteva forse sembrare una normale crisi da “invaghimento” ed annessi. Poi Daniela farà esplicitamente intendere che non di quello si trattava, e quindi di “un” ben altro che iniziò ad illustrarmi parlando di sue uscite con quattro colleghi: racconto che io interruppi subito. Più importante forse  fu sapere che lavevano messa in stanza con un Giovanni di una potente famiglia cattolica, parente di un vescovo ed in odore di poteri forti di Chiesa. Ma allora la informazione trapelata non mi significava nulla.  Nella settimana di fuoco primaverile del 1992 (amore), alcuni comportamenti … intimamente accresciuti e sviluppati, ma raccolsi anche alcune frasi  incomprensibili e strane, pronunciate con tono trasognato; “io prendo quello che viene ” e in precedenza ” io ne ho bisogno tutte le mattine verso le 11” (nomenclature tipiche .. bah  ?! sempre in tono trasognato … per me era “arabo”, da imputare semmai ad una tempesta ormonale impensabile solo un mese prima).
La mia interpretazione banale ed ordinaria, allora, fu quella che immaginate; ma era e si rivelò inadeguatissima.
In piena crisi mia di coppia esplodevano le bombe di Capaci e poi di via D’Amelio, e resistetti nella  coppia un bel pò; “lasciato solo”, e nonostante o forse proprio per la bomba affettiva deflagrata a via Tilli, che mi rese impossibile costruire altri rapporti veri e una qualunque alternativa. Sicchè nella più nera disperazione ricorsi anche, ricordo, a rimedi antichi:  mi univano anche tre bambini cui volevo molto bene (Francesco e Federica “certi” di data e antefatto: Francesco voluto programmaticamente sino in fondo, una partita della semifinale di coppa del mondo del 1982 ed il seguito dopo, in tenda a Villasimius, e Federica, un 6 gennaio  1990 la notte a casa senza  bambini,  dopo una festa da Stefano e Patrizia, amici montesacrini di Daniela dalla pubertà ed anche miei, direi per bene per non accomunarli in alcun modo nel racconto dettagliato e preciso che sto facendo. Una analisi e racconto necessari, alla luce di tutto quello che è emerso con prove dirette, affinchè tutti possano capire meglio,   immedesimarsi entrando in empatia e quindi sentire e comprendere  a fondo ).   
Immancabili nel “monitorare” e nella presenza assidua i tre del nucleo montesacrino del MANIFESTO “dark”, e segnatamente tra essFabio Ravagnani e l’avvocato Sandro Galiena; ricordo un pomeriggio a casa mia con presente Daniela,  a crisi e destabilizzazione avviata, che teneva riservatamente un’aria sorniona, per me incomprensibile e che notai stupito. In realtà era del tutto plausibile e ovviamente non sgradita una partecipazione amicale loro, ma che ne sapevo io di cosa covava sotto le ceneri ?! 
Mio fratello Marco Ferraro tentò di attivare una trappoletta nella mia sfera con l’ausilio di mia sorella Simonetta Ferraro (un mio delirio di gelosia .. sic!). E mia sorella era la stessa che in piena anoressia era venuta a trovarmi la estate del 1990 al CIRCEO al mare, lasciandomi lievemente stupito.   E poi ci sono molte  altre cose: ascoltai infine la  telefonata di Marco Ferraro a mio padre del 1993 alzando la seconda cornetta della casa paterna, e avevo osservato un iniziale muoversi comune con Daniela Plocco sul protocollo da costruire.
Non intravedo nessi concreti e precisi con il fattaccio del magistrato della Corte Costituzionale,   ma sono cose che mi lasciano oggi riflettere persino su quei  fatti,  diversi.
Ed è  la intera rilettura  di strategie criminologico-psichiatriche e/o mediante dinamiche orientate interferenti nella sfera psico affettiva ( Tavistock e altre scuole ) e  dagli anni novanta in poi,  che contribuisce a un non peregrino banale punto interrogativo. 
Il fatto esploso dagli uffici della Corte Costituzionale non avveniva nella casa della funzionaria dal meraviglioso “viso rinascimentale” e funzionario marito, che pure vivevano  vicino al Divino Amore, ma soprattutto non era nato in un qualsiasi ufficio pubblico. 
Mesi prima avevo incontrato ad un baretto su via nazionale vicino alla Corte Costituzionale Agnello Rossi, che mi sembrò letteralmente stravolto e anche un pò verdolino in viso. Inoltre sapevo per certo che il presidente della Corte, pur essendo un vero giurista autore di una celeberrima giurisprudenza “genovese” e poi di Cassazione, era letteralmente inviso alla cordata migliorista che ne sparlava per come avesse raccolto persona per persona i voti dei magistrati di Cassazione per la sua elezione a giudice costituzionale.  E alla Corte era anche addetto fuori ruolo Marco Pivetti, la “eminenza” dell’ala migliorista e dei lavoristi romani ... anche lui del quartiere nomentano alto-viale Libia-Corso Trieste, la Parioli allargata dove stavano quasi tutti.  
Quando a luglio inoltrato parlai al Presidente della Corte Costituzionale per cinque minuti e gli dissi che mi si era aperto inaspettato un fronte interno, lui fece un parallelo niente affatto banale con la storia che aveva schockato la Corte Costituzionale e mi disse con aria intelligente e non paternalistica  “occorre stare attenti .. bene .. a quello che accade negli ambienti di lavoro di questi tempi”. Dal tono voleva dire ben di più …
Pivetti  e Rossi si “ritirarono” dalla Corte, rientrando in ruolo …. 
TORNANDO INDIETRO ALL’AGOSTO 1990 … e state ben attenti … 
Ignaro ero io, ignari erano tutti. Ma quando nell’estate del 2013 un amico “informato” mi illustrerà alcune dinamiche e piste criminologiche facendo una ipotesi consistente su di me … e sulla ipotesi della creazione artificiale di un profilo patologico-criminale, riflettei e rimasi incuriosito sino alla mattina dopo (si nuotava al mare). Era l’unica ipotesi che in effetti potesse dare una qualche spiegazione globale a quel pateracchio di  balle diagnostiche in crescendo e poste in nuce come spunti artificiali sin dall’inizio,  e quella ipotesi poteva illuminare la direzione cui apparivano quasi mirate.  
Si ricordava lui, come mi ricordai  io, di un disegno di un pupazzo margherita lasciato o trovato sul luogo dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, e mi ricordai o mi disse lui di un qualcosa di simile lasciato e fatto trovare dopo il furto al caveaux della banca di Roma svariati anni dopo, all’interno del palazzo di giustizia (palazzina B) di piazzale Clodio. Un chiaro segnale, con coinvolgimento di criminalità non di basso livello: a Roma come si alza il livello si arriva ad eversione nera, di solito. E ai servizi, deviati quasi sempre. Quel disegnino di pupazzo margherita mi ritornò alla mente come non solo visto su un quotidiano, ma facente parte di quel pomeriggio accaldatissimo, nella stanza  del collega super informatico … La chiacchierata estiva del 2013 ha colorato di una nuova ulteriore luce le mie riflessioni.  Poi grazie ad una informata avvocatessa molto ordinata ed organizzata ho rimediato una interessante pubblicazione che propongo a tutti … ma soprattutto agli investigatori e pubblici ministeri seri e professionali …. 
“Mi scuserete” se sono disordinato e parto dalla pagina tre .. BEN  INGRANDITA . Di seguito rimetto tutto in ordine di pagine .. 

                                                                                
Certo ripensando al mio ruolo,  ai riconoscimenti ed alla marcia da me innestata, e alla frase “sei uno ingombrante da eliminare” con ghigno moderato elargitami da Giuseppe Cascini nell’autunno 1991,  prima che iniziasse una riunione di M.D. , qualche dubbio più consistente mi sarebbe dovuto venire nel 1992. Ma lesinavo ipotesi e supposizioni non avendo elementi concreti verificabili, e quando raccogli i cocci affettivi .. sei obiettivamente distratto. 
Oggi le cose sono completamente diverse, e persino le sorti di allora di Sarète (da almeno due anni “liberatasi” mi è stato confermato),  Sarète stessa  le potrà leggere  in modo diverso.  

PARTE TERZA: 1995. Un assurdo agguato disciplinare fallito ed il piacevole accerchiamento femminile: tre ruoli individuati ricostruiti.
Quando nel maggio-giugno 1994 avevo terminato una mia “invenzione” automatizzata chiamai il collega Adolfo Di Virginio nella mia stanza e gli illustrai idee, metodo, mezzo (il programma compilato), facendo vedere qualche piccolo esperimento coi miei fascicoli e relativi database  estratti dal  registro generale informatico.
Adolfo che è persona intelligente, pur non essendo informatico capì al volo. Illustrai al Procuratore l’idea (eravamo in conflitto “storico” sulla specializzazione, per me necessaria tra i PM, ma da lui aborrita dichiaratemanet per il pericolo del crearsi di sacche di potere ingestibili) e la sperimentazione ATZ partì. Presi in meno di quattro mesi svariate migliaia di fascicoli per reati automatizzabili, completai il programmino e gestii le modalità di classificazione codificandole (si trattava di aggiungere alcuni brevi codici nel registro generale in sede di immissione delle notizie di reato preclassificate). Il programma faceva tutto da solo con un click e produceva completi tutti i provvedimenti necessari alla gestione del fascicolo: ATZ il canale e flusso dei procedimenti (AutomaTizZati). Funzionava. Per poter gestire lavoro attuativo e contemporaneamente i seimila procedimenti  avevo chiesto di poter restituire poco più di un  migliaio di pendenti,  già tutti prelavorati sinanche nel capo di imputazione e molti in attesa di sola data di udienza. 
A ciascun PM vennero riassegnati tra i trenta e quaranta procedimenti miei prelavorati, moltissimi. La cosa non fu nè compresa nè gradita. Uno dei PM, proprio il GIUSEPPE AMATO che mi conosceva dai tempi dell’UNIVERSITA’, in palese ostentato accordo con Cascini, e con un gesto di intesa da parte di quest’uptimo, che io colsi in una assemblea “topica” dell’pttobre 1994,  oltrechè “attaccare” la cosa pubblicamente ne pensò una bella. 
Per una ventina dei   42 procedimenti riasssegnati arrivatigli chiese unarchiviazione al GIP motivando che i fascicoli erano stati riassegnati dopo la scadenza del temine “per le”  indagini di sei mesi. e quindi non si potevano trattare. Ovviamente i giudici delle indagini preliminari li restituirono pressochè tutti, dicendo non c’è nulla da fare, occorre solo decidere se rinviare a giudizio, emettere decreto penale o richiedere archiviazione nel merito perchè non sufficienti le prove o non sussistente il reato ( e vi erano persino il decreto citazione pronto con il capo di imputazione e l’udienza richiesta in alcuni casi, e  le indagini, semploci, già fatte ). I provvedimenti di restituzione dei procedimenti vennero tutti nientepopòdimenoche ricorsi in Cassazione (un rimedio straordinario e atipico) ipotizzando strumentalmente che i provvedimenti dei GIP fossero “abnormi” (?!). Tutti i ricorsi ovviamente vennero respinti  ma un paio accolti e sostenuti da un Sostituto Procuratore generale della Cassazione in udienza, GERACI. Un collegio della Cassazione accolse il ricorso con una non motivazione che lascio immaginare (dopo sei mesi i fascicoli non trattati muoiono di infarto, grosso modo …) e il Sostituto chiese la trasmissione degli atti alla sezione disciplinare, perchè si ipotizzava una mia incuria e negligenza grave. Vi lasco immaginare come fosse un non senso cio’, per il semplice fatto che gli altri Pm della Procura circodariale avevano sino ad un massimo pendente in stanza di cinquemila fascicoli ciascuno. Invertendo la realtà, si era costruito artificialmente un “lavativo” passibile di rilievi disciplinari su un caso solo o di approfondimenti sul nulla. Ovviamente fu tutto una gigantesca bolla di sapone e la istruttoria disciplinare si tramutò in una esaltazione della professionalità, attività e persona di Paolo Ferraro. Mentre, ho saputo dopo, il CNR studiava nel settore destinato al vaglio della intelligenza artificiale la procedura e programma ATZ (questa era una esagerazione di segno opposto, che servì in realtà per monitorare chi fosse e quanto intelligente o meno Paolo Ferraro:  ne abbiamo parlato in precedente articolo). UN FLOP clamoroso, un dispendio di attività istituzionali e vari trucchi inutili. Ma la posta in gioco non era la attività mia ma la mia persona. Respinta al mittente la manovra, hanno completamente escluso che sul piano del lavoro o della professionalità potessi subire un qualunque attacco di qualunque tipo. E radicalizzarono solo il metodo TAVISTOCK ed il protocollo psichiatrico poi, preparando il terreno. 
Di Cecilia, la magistrata che fece forfait declinando implicitamente la missione, abbiamo detto nei passati articoli; di LAURA abbiamo accennato diffusamente in precedenti articoli. 
Oggi spieghiamo che si era alzato di molto il tiro, e la persona che aveva assiduamente “frequentato” Scopelliti (il professionale magistrato del processo sulla  strage di Milano, cui era destinato il ruolo della accusa in Cassazione per importante processo di mafia, ucciso con un colpo di pistola a Reggio Calabria nel 1990) non era un manicaretto, era un potente cannone. La bella ma anche intelligente avvocatessa, che mi conosceva anche da ragazzo, si  era fatta “largo” in Cassazione come intraprendente laureanda, laureata poi e avvocatessa; aveva chiuso l’armadio con relativo contenuto aperto anche intorno alle prove di abilitazione in Calabria, ed infine cresciuta altrove come assistente a giurisprudenza e professoressa di facoltà di quella nota Università privata di cui ormai sapete. Nonostante si monitorasse e lei riferisse, e  nonostante l’impegno messo (NOTEVOLE ma NON sufficiente), si arrese a fine maggio 1995 o concluse nei  tre mesi “canonici”.  da protocollo, piacevolmente faticosi. Si arrese come avevo previsto da quando mi rivelò di fronte ad una mia ostentata e visibile perfetta buona fede,  che un attimo la squilibrava : “Io non sono quella che tu credi …“, con una improvvisa impennata di sincerità tipica del suo temperamento, alle due di notte ora più ora meno; e mi rivelò poi varie altre cosine. 
Anche questa destabilizzazione affettiva e da scompenso ormonale di risulta, più frustrazione da abbandono,  fece infine cilecca.  
Passarono allora con le modalità più volte spiegate alla vera e propria bomba ad orologeria, Silvia Canali, che gli si stava disinnescando definitivamente nel 2002 (avendo anche generato due bambine) e dopo la lite furibonda con la sacerdotal-matriarca Fiorella Vallini. 
Nel 1996 Silvia Canali era appena entrata nel ruolo ed aveva però violato la consegna per “amore”; e la botta data da me con l’articolo “noto” del 1996 sul MANIFESTO aveva congelato la situazione. 
[In un noto paginone articolo su quotidiano Paolo Ferraro denunciò una svolta da associazione ad “ORGANIZZAZIONE” in una corrente  “chiusa” di magistrati]
ANNO 1996 articolo sul MANIFESTO
clicca ed allarga per leggere 
Ripresa la Canali  la sua missione intorno al 2004, come ormai chiarito nei tempi modalità e contesti,  disinnescai la prima volta il congegno mortale,  dando incarico nel giugno 2006  ad un’agenzia investigativa, quindi  anche grazie al mio grande solito intuito. 

E nell’istante in cui quasi addolorata e con voce vagamente tremante disse “pensavo di essermi redenta ” ( ??! ), mi tornarono tutti insieme alla mente i suoi racconti dal dicembre 1995 all’aprile 1996,  su vicende non approfondite , per fiducia: Angelo, tutto il resto ed  i viaggi in moto in Toscana del gruppo (’85), quei due cofanetti di gioielli nascosti in fondo all’armadio, le vicende del liceo Socrate (’81 – ’83), l’incidente in motorino della compagna di scuola (’84), la storia del coinvolgimento in una trappola giudiziaria senza esito del padre del’ex marito Orfei (’94), il fatto che fosse compagna di scuola del giovane Albamonte, altro intermedio magistrato della M.D. romana, e vidi in una luce nuova anche i racconti sul 1990 e sullo studio commerciale di Corso Trieste, sul ricco GIGGI dell’Aventino, sull’ENTE per il turismo  italiano, e la presenza nel mondo Caracciolo delle sorelle Canali dall’inizio del 1990 e via dicendo. Dopo aver tentato per oltre  mese di tenere sotto controllo il tutto, allontanandomi, a fine giugno per vacanza in camper, definitivamente inorridito ed impensierito, portai via ogni foto mia, e quando una sua cliente mi telefonò direttamente al cellulare i primi dell’ottobre 2006 mettendomi in guardia dalle attività diffamatorie ed invenzioni a mio danno, e segnalandomi che per quello che  riguardava una sua personale vicenda giudiziaria aveva fatto esposto all’ordine degli avvocati di Roma, dissi solo ” ne prendo atto”. In sede di separazione mi sarei fatto sottoscrivere una autorizzazione ad abundantoam sulla utilizzazione delle prove mie a fini difensivi . 

Venne poi tra il 2007 ed il 2008 l’operazione Cecchignola (scoperta anche quella); e uscirono allo scoperto Cancrini, la componente deviata della Procura dietro, e l’avv. Luca Petrucci con il “supervisore”  Fabio Ravagnani (2008-2009), unitamente ad una famiglia mia cialtrona, infingarda e massonica,  della cui vocazione ed attività ignoravo ovviamente tutto. Vennero poi il sequestro di persona (2009), la pista psichiatrica potenziata (2011), la pista familiare (2011-2013), la distruzione lavorativa (18 giugno 2011), la distruzione dell’immagine e i protocolli denigratori (in realtà già avviati sotteraneamente dal 2005), falsi profili e FALSO DOSSIER (accavallatisi vorticosamente tra il 2011 e il 2012), il tentativo di distruzione e “pre-morte” civile mediante istanza di nomina di amministratore di sostegno (2013), il tentativo di accerchiamento e distruzione nel processo di divorzio gestito per fini eterodossi,  con concorso di una pseudo-psicologa e psichiatra della stessa cordata subito smascherati (2011-2014) , la reiterazione di  “honey traps” in “scaciato” –  maccheronico – stile Mossad italico (2012-2014)e  la pressione economica (io senza stipendio dal 7 febbraio 2013) e la pressione  affettiva continua ( 2011 -2014 privazione del rappporto con le bambine mie, pressioni multiple dirette ed indirette sulla compagna convivente Patrizia Foiani , con derivatone  esaurimento  interno … ovvio ….).
E venne tutta  la marea di sciocchezze che li hanno portati sino ad essere completamente scoperti. 
Alla faccia degli illuminati, delle forze oscure e dei poteri forti occulti: hanno solo fatto provvisoriamente perdere un magistrato vero allo Stato, sapendolo e dicendolo (“tu sei nato per fare il magistrato”). E hanno fatto acquistare, alla gente che lo ha potuto conoscere, uno storico politico ed intellettuale che è rimasto magistrato,  non imbrigliato,  coi piedi nella rigida scarpa deontologica.  
Ma si può essere più .. ?! GRAZIE SUPER GLADIO…  di accatto. 
Ora si faccia marcia indietro: che le istituzioni e le migliaia di magistrati per bene hanno bisogno di un collega serio affidabile e perbene a sua volta, che ha sempre rispettato la deontologia professionale e saprà rientrare e far valere il suo ruolo ed identità professionale senza sbavature. Se si è  in tempo … 
E si intervenga su una psichiatria di apparato e da cospirazione, e sulle elite militari e di altro tipo che la usano e supportano; e si intervenga sui cenacoli dei sotto palazzi e cunicoli e colle Celio di una  Roma sotterranea “potente” e demente, avvezza a fare la forte coi  deboli …


IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

pierfrancoIL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

les jeux sont faits. si vous voulez …..


SIETE ORA SUFFICIENTEMENTE MATURI ED INFORMATI PER LEGGERE ED ASCOLTARE IN MODO ATTENTO COMPLETO E CONSAPEVOLE:

1. IL MEMORIALE DEL 7 MARZO 2011

2. IL DOCUMENTO SU PISTA FAMILIARE E USO ETERODOSSO DEL DIVORZIO ( e allegati )

3. LE PROVE AUDIO della CECCHIGNOLA e relative contestualizzazioni

4. e 5. GLI ESPOSTI DENUNCIA MEMORIE AL CSM CHE SEGALAVANO GIA’ NEL 2012 LA MANOVRA CRIMINALE SOTTESA E LA IDENTITA’ DI QUESTO PERICOLOSO APPARATO DEVIATO

9. LA LETTERA DI NON DIMISSIONI ( l’opposto di ciò che hanno fatto i tanti magistrati martirizzati in silenzio dall’apparato deviato )


ORA POTETE SINO IN FONDO CAPIRE DA SOLI QUALE FOSSE LA POSTA IN GIOCO:

11. PERCHE’ DOVEVA ESSERE DISTRUTTO IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO
E PERCHE’ OPERARONO DI CORSA IN CONTRO TEMPO PER TENTARE DI ARGINARE LA INFORMAZIONE E DENUNCIA PUBBLICA CHE AVREI SVILUPPATO E CON QUALE ARCHITETTURA CRIMINALE SI MOSSERO

QUALE DISEGNO E GESTIONE DEL REALE POTERE DOVESSERO DISPERATAMENTE NASCONDERE

SE VI FOSSERO IN GIOCO E QUALI COMPONENTI DEVIATE ( E COME OPERASSERO )

COSA TEMEVANO CHE POTESSE ANCHE EMERGERE

COME ABBIANO OPERATO NEL SILENZIO PER DECENNI

COME ABBIANO ATTIVATO LA FINTA CONTROINFORMAZIONE CHE COSTRUIVA IL MITO DI PSEUDO ASSOCIAZIONI CHE COPRIVANO POTERI REALI

E PERCHE’ SOLO PAOLO FERRARO POTEVA ARDIRE E DENUNCIARE RICOSTRUENDO TUTTO E CONTESTUALIZZANDO TUTTO ( SENZA IL TESTIMONE CHE CONTESTUALIZZA LE PROVE OGGETTIVE NON ESISTONO E NON HANNO UN LORO AUTONOMO SENSO COMUNQUE )

COME SIANO ARRIVATI A COMPIERE L’ERRORE MADORNALE DI METTERE IN MANO AL MAGISTRATO PAOLO FERRARO LA PROVA CERTA OBIETTIVA ED INDELEBILE DELLE MANOVRE FATTE E REATI CONNNESSI,  IN UN CASO EMBLEMATICO

CON QUANTA VOLGARE SICUMERA E VIOLENZA ABBIANO TENTATO DI ARGINARE LA INFORMAZIONE ANCHE A LIVELLO DI CONTROINFORMATORI DI REGIME ATTRAVERSO QUELLO CHE ORMAI IN MOLTI CHIAMANOIL “PROTOCOLLO PETTEGOLO“ ( Derisoriamente)

QUANTA INTELLIGENZA E SENSIBITA’ INTELLETTUALE IMMISERO NEI LORO DUE STUPENDI SCRITTI LUCIANO GAROFOLI ED ENRICA PERRUCCHIETTI QUANDO ANCORA STAVO CENTELLINANDO PROVE ED ANALISI

QUANTO SENSIBILE IMPEGNO SIA STATO MESSO DAI MIGLIORI DI VOI ( per ora ) AVENDO CAPITO BENE E STUDIATO …

PERCHE PAOLO FERRARO ERA ED E’ AMATO E STIMATO DALLA POLIZIA GIUDIZIARIA E DAI MIGLIORI MAGISTRATI NON CRIMINALI E DEVIATI

ORA AVETE INFINE quindi DAVANTI, ED ATTRAVERSO ME E LE VICENDE A ME COLLEGATE, UNO SPACCATO CRIMINALE DI POTERI DEVIATI CHE APRE LE PORTE A TUTTO QUELLO CHE DI CERTO ED INDICIBILE ABBIAMO INDICATO E ANALIZZATO COME DIRETTI TESTIMONI.

UN ORDITO CRIMINALE PLURIENNALE:
IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI
UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO
RITROVANDO NOTIZIE PREZIOSE SULLA INDAGINE FIORI NEL FANGO
IL RUOLO CRIMINALE E MALATO GIOCATO DA UNA FETTA DI MAGISTRATI DEVIATI DELLA PROCURA DI ROMA CHE AVEVA TUTTO DA PERDERE SE FOSSE USCITO FUORI QUELLO CHE AVEVANO COMBINATO , A PARTIRE DA PAOLO FERRARO
E qui un ringraziamento non alla rosa ma alla Margherita …

E GLI STRUMENTI REALMENTE ADOTTATI DA QUESTI APPARATI CRIMINALI 


Ed ora potrete riapprezzare a fondo

UN VIDEO AUDIO INEDITO. UNA PROVA DIRETTA SCONVOLGENTE SU APPARATI COLLEGAMENTI PSICHIATRIA DEVIATA E L’ATTACCO FRONTALE PER TENTARE DI RISALIRE LA CHINA E FERMARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO ANNO 2011 .

0000 Un documento unico IL TENTATIVO DI INCASTRARE E BLOCCARE il magistrato FERRARO. PSICHIATRIA DEVIATA on Vimeo
Tornando al 2011 ed all’attacco violento sferrato per impedire che vicende denunciate venissero portate a conoscenza della opinione pubblica, vi era in gioco allora tutto di più: tra luogo coperto (Cecchignola) , attività gestite, rappresaglie criminali, trappola ordita ed antecedenti mirati, sempre in danno di Paolo Ferraro , nonchè il pericolo che lo stesso arrivasse a ricostruire riconnettendo elementi e dati … Continua a leggere

UN SECONDO VIDEO AUDIO INEDITO.PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Bruno e i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e “le MAIL” degli “psichiatri “.

PASQUETTA 2011 IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali Fiorella Vallini Bruno e i magistrati deviati a Roma - YouTube
PASQUETTA 2011. IL FALSO DOSSIER. Silvia Canali, Fiorella Vallini, Francesco Bruno, i PM coinvolti e l’allora PROCURATORE CAPO della PROCURA di Roma e nell’ombra gli psichiatri che “inviavano MAIL”. LA PISTA FAMILIAR PSICHIATRICA. (Per l’analisi di quadro che chiarisce come la vicenda apparentemente familiare e personale non sia che un frammento criminale di un ordito si rinvia al …………. Continue a leggere 

IL TERZO VIDEO AUDIO . Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro . In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company ” .

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Una attività orchestrata allo scoperto per distruggere Paolo Ferraro. In troppi sanno chi siano il pessimo autore & company IL TERZO VIDEO AUDIO I tre brevissimi frammenti audio del primo audio video che ascolterete in automatico per pochi secondi servono a farvi rendere conto immediatamente (voi che lo conoscete personalmente) di chi sia “JESUS FRANCO”. L’autore di una ennesima e delle … Continue a leggere 

IL QUARTO VIDEO AUDIO. La macchinazione autoimplode. 

IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI e PESCI e CASCINI e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria.

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IL QUARTO “micro” AUDIO. La macchinazione autoimplode. E POI IL TENENTE COLONNELLO ANDREA RAFFAELLI, Il MAGISTRATO GIUSEPPE CORASANITI, l’Avv. PAOLO FRANCESCHETTI e IL MAGISTRATO PIER FRANCO BRUNO . E ROSSI, PESCI E CASCINI .. e vari spezzoni di una attività criminale persecutoria. Leggete, ascoltate memorizzate e poi riverificate, ascoltando, e chi capirà non si senta troppo male, inorridendo. Nel corso della …Continue a leggere 

IL QUINTO VIDEO AUDIO. La centrale operativa di Parioli Corso Trieste. AVV. MArco Ferraro Luigi Cancrini e gli altri.

MFERRstudioIL SANCTA SANCTORUM PARIOLINO si va disegnando. Poi definiremo i rapporti con gli apparati e realtà militari ed internazionali di Lucio Caracciolo, l’ennesimo professore della LUISS, gli scambi e le conoscenze culturali ( Francesco Bruno e il convegno a Pompei, ricordate ?! ) e tutto l’altro di cui sembra aver potuto usufruire la solo apparente principale protagonista malefica delle vicende … Continua a leggere 

UN PROFILO ARTIFICIALMENTE COSTRUITO. Seconda parte. La sgangherata e deliroide geometria manipolativa. SESTO AUDIO inediti E RIEPOLOGO DETTAGLIATO dei FATTI A MONTE DAL DAL 2007

santandrea 2PREMESSA Questo sesto articolo con video audio inedito (LA MANIPOLAZIONE DELIROIDE DELLA PSICHIATRIA. Le peripezie illogico tautologiche dello psichiatra “SANI” 11 gennaio 2011), si riferisce innanzitutto ancora alla sequenza delle attività del gennaio 2011, inscenate per tentare di “riprendere in mano la situazione” ed eliminare definitivamente il magistrato Paolo Ferraro. Quando parlavo con Sani ancora non sapevo del cumulo di nefandezze immesso da Girardi nei .. Continua a leggere 

PROTOCOLLI PROFILAZIONE e GESTIONE OPERATIVA. UNA MAIL parodia di protocolli e metodi reali.

Franceesco Bruno belzebùNell’articolo che precede abbiamo illustrato la “gestione manipolatoria a struttura deliroide condivisa” e il ruolo della psichiatria e delle scuole giuridiche che chiamo, per intenderci, “neocausidiche”, dando indicazioni sintetiche sul caso Ferraro . Oggi trattiamo mediante logica, delle fondamenta di protocolli, profilazione e gestioni operative: l’anima delle attività coperte e deviate di apparati di potere sotteranei o segreti, come nuova strumentazione più sofisticata anche …  Continue reading 

I DIAVOLI IN TERRA FANNO LE PENTOLE MA NON I COPERCHI E SONO ANCHE IDIOTI.

devil
IL DIAVOLO FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI.  I “DIAVOLI” IN TERRA POI SONO ANCHE IDIOTI. “Beep Beep stana una filiera di willy cojotes”   BORDER NIGHTS: una bambina innocente, due professori universitari di diritto ed economia,  folli e malati, la madre della bambina, un ufficiale che lavora anche per i servizi, nell’ombra, due co-conduttori della trasmissione radio e  Paolo Ferraro  … Continua a leggere  

IL CASO FERRARO I SILENZI COLPEVOLI O CRIMINALI E UN APPARATO SOTTERRANEO CENTRALE POSTO ALLO SCOPERTO. (con didascalia ed analisi delle vicende più direttamente istituzionali con link alla integrale documentazione),

UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO : Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero.LE SINTESI DAL 1992 al 2014

FALCONE E BORSELLINO
UN BEL GUAZZABUGLIO INTERAMENTE DISTRICATO. Questa è la trama di un film, peccato che è tutto al millimetro vero. Le sintesi dal 1992 al 2014 http://paoloferrarocdd.blogspot.com/2014/08/un-bel-guazzabuglio-questa-e-la-trama.html SU EVERNOTE https://www.evernote.com/shard/s207/sh/395b353b-f337-43bf-868f-ea5b8067b31e/65ded63c47d56b44d9e341b7f2e2ff45 L’INDAGINE OIL FOR DRUG Nel novembre 2003 parte sotto la mia direzione … Continue reading 

RITROVANDO NOTIZIE (preziose) SULLA INDAGINE “FIORI NEL FANGO” RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 e 5/12 grandediscovery

Maria  Monteleone
LAINDAGINE “FIORI NEL FANGO” ( infangata essa ) e la GRANDEDISCOVERY . ( Riedizione implementata al 1° gennaio2014 , IN CODA SINTESI E LINK PER TUTTE LE VICENDE AMONTE ED A VALLE ) I passaggi di quadro afferenti LA GRANDEDISCOVERY, ALLA LUCE DEI DATI EMERSI, RITROVANDO NOTIZIE ( preziose ) SULLA INDAGINE ” FIORI nEL FANGO” a ROMA , RIPRENDENDO I POST 1/12 2/12 3/12 4/12 … Continue reading 

UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO PER ANNIENTARE IL MAGISTRATO PAOLO FERRARO (Parte 1)

ferrara
UN PROFILO ARTIFICIALE INVENTATO(ANCHE PROGETTATO DA TEMPO?!) – Prima Parte – In questo articolo vedremo un esempio di “trattamento” di un uomo “scomodo”, secondo la tecnica indicata dallo stesso Luttwak nel suo “Strategia del colpo di Stato”: il tentativo di annientamento della persona “scomoda” attraverso la pista psichiatrica, il mobbing in ambito lavorativo e il tentativo di distruzione dei rapporti familiari … Continue reading 

VICENDA DEL MAGISTRATO PAOLO FERRARO: LA PROVA DEL GOLPE SCIENTIFICO TARGATO TAVISTOCK.

INTERVISTA SIGNINI
dal blog CDD ITALIA LIBERA Era il 24 novembre del 2008 quando il magistrato Paolo Ferraro denunciò episodi avvenuti tra l’8 ed il 18 novembre nell’appartamento situato nella città militare della Cecchignola dove conviveva da maggio dello stesso anno con donna, moglie separata di sottoufficale dell’esercito impiegato allo stato maggiore della difesa, a sua volta presentatagli (reiteratamente ) da magistrato …Continue reading 

Sessanta secondi svelano attentamente valutati più di mille documenti

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Sessanta secondi svelano, attentamente valutati, più di mille documenti Nel Febbraio 2012, pervenne al Dott. Paolo Ferraro, tramite la segreteria telefonica installata presso il Server Omnitel Vodafone del cellulare di pertinenza, un messaggio audio del tutto particolare. Si trattava di una registrazione ambientale, traccia fonica sovrapposta ad una pregressa traccia in sottofondo di una telefonata della di lui madre, rimanendo riferita la registrazione al numero di … Continue reading 

AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA ANDREA ORLANDO MISSIVA del dott. Paolo Ferraro

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AL SIGNOR MINISTRO DI GIUSTIZIA centrocifra.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al Capo di Gabinettocapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c. Al vice Capo di Gabinettovicecapo.gabinetto@giustiziacert.it e p. c.responsabiletrasparenza.gabinetto@giustizia.it Alla Direzione Generale Magistrati dgmagistrati.dog@giustizia.it Signor Ministro, Lei non mi conosce, se non come mi conosce ormai una significativa parte informata del paese, e questo La solleva da ogni possibile equivoco o polemica … Continue reading